Il padrino dell’Ia si dimette da Google: «Rischi spaventosi». E Hollywood si ferma
Geoffrey Hinton lascia per poter parlare dei pericoli dell’intelligenza artificiale. Che preoccupano pure gli sceneggiatori, in sciopero.
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Geoffrey Hinton lascia per poter parlare dei pericoli dell’intelligenza artificiale. Che preoccupano pure gli sceneggiatori, in sciopero.
Il film di Darren Aronofsky, vincitore di due Oscar, accusato di discriminazione per il ritratto del protagonista. Persino l’uso del trucco non va bene: solo un attore davvero in sovrappeso, dicono, dovrebbe avere certi ruoli.
Woody Harrelson paragona Pfizer & Co. ai cartelli della droga e sbotta: «Protocolli farsa». Tim Robbins: «Ha ragione». In passato Fran Drescher («La Tata») aveva contestato i sieri obbligatori. E ora Tilda Swinton chiarisce: «Non metterò la mascherina sul set».
Il 12 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles si terrà la 95ª edizione dei premi Oscar e anche quest’anno, la celebre notte hollywoodiana non dovrebbe riservare grandi sorprese. La pellicola, opera seconda di due stralunati che per nome fanno…
Sylvester Stallone con «Tulsa King», Harrison Ford con «1923», Arnold Schwarzenegger con «Fubar» e Robert De Niro con «Zero Day». Il poker di pesi massimi over 70 per la prima volta recita in una serie in streaming. Un modo per…
Il volto di «Django», sposato con Vanessa Redgrave: «Il segreto del nostro rapporto? Parlarsi al telefono. Da giovane spiantato promisi a un cappellano militare che avrei aiutato il villaggio Don Bosco, e così ho fatto».
Adelphi ha appena ristampato il capolavoro di Kenneth Anger, discesa agli inferi delle pulsioni represse negli anni d’oro degli Studios. Uno squarcio sulla tela della «fabbrica dei sogni» a misura di spettatore.
Un immane pericolo, gli esperti che sanno come combatterlo, delle decisioni politiche da prendere: l'intrigo di ruoli, circostanze e responsabilità che abbiamo visto aggrovigliarsi in seguito alla pandemia è in realtà un grande classico del cataftrofismo letterario e cinematografico.
Sempre più star sposano le teorie secondo cui lavarsi fa male. Brad Pitt ha eliminato il sapone, Cameron Diaz non mette nulla sotto le ascelle. La Kunis e Kutcher puliscono i bambini solo in caso di «sporco evidente».
La possessione satanica esiste davvero: non è né un pretesto per film imbarazzanti, né una banale psicosi non riconosciuta. Se siete credenti, non scherzateci su e non comprate magliette demoniache. Se non lo siete, nel dubbio, imparate l'Ave Maria
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