Gualtieri si riprende i pieni poteri
Stefano Ceccanti (Pd), contrario al superministro, alla fine sigla l'emendamento che riduce a 7 i giorni concessi alle commissioni per valutare gli spostamenti di risorse decisi dal Mef.
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Stefano Ceccanti (Pd), contrario al superministro, alla fine sigla l'emendamento che riduce a 7 i giorni concessi alle commissioni per valutare gli spostamenti di risorse decisi dal Mef.
La possibilità riservata al ministro di riallocare risorse scuote il governo. Che con una modifica tardiva in Aula lo imbriglia.
Il presidente di Open fiber, controllata da Cassa depositi e prestiti, svolgerà anche un incarico per Roberto Gualtieri. La nomina rafforza la sua posizione nella partita sull'infrastruttura unica. Ed evidenzia una frattura nel Pd.
Due decreti assegnano al Mef la facoltà di rivedere destinazione e quantità dei finanziamenti in extra deficit, senza alcun passaggio parlamentare. Una delega in bianco che è l'ennesima ferita inferta alla democrazia.
L'Aula vota lo scostamento per 55 miliardi, ma il saldo da finanziare è di 155. Quelli che ballano spunteranno dal 2022 quando le virgole faranno la differenza con l'Ue. E il decreto in arrivo ingabbia ancor più le imprese.
Si allarga la frattura dopo lo scontro sul Mes. Sul piatto la scelta dei presidenti di Enel, Eni, Terna, Poste, Enav e Leonardo. Visto l'asse D'Alema-grillini, il presidente del Consiglio rischia di essere il grande sconfitto.
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