Pd e M5s trasformano la crisi in farsa
Beppe Grillo si scaglia contro il Bullo: «Avvoltoio». Ma poi si mette nelle mani del Quirinale. Per gli ex alleati solo insulti. Mentre il premier prepara la resa dei conti alle Camere.
Beppe Grillo si scaglia contro il Bullo: «Avvoltoio». Ma poi si mette nelle mani del Quirinale. Per gli ex alleati solo insulti. Mentre il premier prepara la resa dei conti alle Camere.
L'asse di chi respinge il voto si materializzerà domani al Senato, con la richiesta dei fedelissimi dell'ex segretario dem di votare prima la sfiducia a Matteo Salvini rispetto a Giuseppe Conte. Il capo grillino, invece, inizia la raccolta firme per…
La paura fa la forza, nel senso che unisce anche chi si detesta e fino a ieri non se le mandava a dire. Così, se i fedelissimi di Matteo Renzi prima di mercoledì erano pronti a giurare e spergiurare che…
Il M5s, che aveva preteso di neutralizzare i renziani, finisce con l'averli come socio chiave. Il fondatore cerca di spostare l'attenzione sulla Lega.
Quando con il Carroccio c'era sintonia, i grillini si ponevano come forza anti establishment. Saltati in braccio al Pd, si candidano a diventare i difensori della conservazione. Persa l'innocenza, si sono salvate le poltrone.
Da Carlo Calenda a Gianluigi Paragone, fino a Paola De Micheli e Luigi Di Battista, c'è anche chi non dimentica gli insulti e non accetterà mai l'alleanza tra rossi e gialli.
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