Dal no al Ddt al Green deal. Le battaglie ambientaliste ci portano fino all’inferno
Ora si rasenta l’assurdo, ma è dagli anni Settanta che l’ideologia sulla sostenibilità fa danni. Meglio liberarsi di certi politici.
Pagina 24
Ora si rasenta l’assurdo, ma è dagli anni Settanta che l’ideologia sulla sostenibilità fa danni. Meglio liberarsi di certi politici.
Chi vuole acquistare una vettura «ecologica» deve affrontare una serie di spese che non sono solo quella dell’acquisto, che già è molto elevata: assicurazione, tariffe dell’energia lungo le strade, adeguamento dell’impianto di casa. Il pianeta (forse) ringrazia, il portafogli no.
Il deputato leghista Claudio Borghi: «È possibile sacrificare l’intera automotive italiana soltanto per fare un regalo ai cinesi? Ci vuole un ripensamento totale delle strategie mondiali sull’energia. A cominciare ovviamente dal nucleare».
Il premier vede le attiviste: «Avete ragione voi». Poi impone la svolta green: «Meglio pagarne i costi ora». Mattarella gli dà manforte: «I mutamenti devono essere accolti».
Il papà del nefasto Green deal, il socialista olandese Frans Timmermans, torna a pontificare sul «nazionalismo» che «vuole spaccare l’Ue». Ma se le destre avanzano è anche perché i soloni liberal hanno sbagliato tutto.
Surreale report di Eurostat che registra come la CO2 si riduca in Europa (senza apprezzabili conseguenze) ma non nel resto del pianeta. E soprattutto «scopre» che la produce il fatto di vivere. «I nuclei responsabili per il 24%». È ora…
Il «ringretinimento» collettivo riguarda i Paesi occidentali ed è nutrito dagli interessi economici della riconversione energetica.
All'interno dei fondi Esg, cioè attenti all'ambiente, venduti ai risparmiatori, saranno «impacchettati» vecchi prodotti obbligazionari in difficoltà e con il segno meno. Ecco la nuova bolla della sostenibilità.
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.