Ormai ci sono due pandemie diverse
A Roma tirano dritto, in palese disinteresse rispetto ai dati e al confronto con altri Paesi. C’è il Covid immaginato da regole inapplicabili e poi c’è quello vero: non si assomigliano.
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A Roma tirano dritto, in palese disinteresse rispetto ai dati e al confronto con altri Paesi. C’è il Covid immaginato da regole inapplicabili e poi c’è quello vero: non si assomigliano.
L’ipotesi di certificato rafforzato in ufficio e in fabbrica sarà discussa dal Cdm già il 5 gennaio. Giancarlo Giorgetti frena: «Allora via le liberatorie prima dell’iniezione». E intanto cresce il pressing per la vaccinazione obbligatoria.
Il Sars-Cov-2 dilaga tra gli inoculati e la card non lo può arginare. Però, a politici e virostar fa comodo additare l’«untore» no vax.
Nell’alberghiero 70.000 dipendenti perderanno il posto e 50.000 ristoranti abbasseranno le saracinesche. Il green pass è stato l’alibi perfetto per il colpo di grazia all’economia. Pronte anche le cartelle esattoriali.
Estenuante confronto con Cts e Regioni, si va verso una specie di gioco enigmistico per le nuove quarantene: trivaccinati liberi se privi di sintomi, 5 giorni e tampone per chi ha la seconda dose da più di 4 mesi, tutto…
La manovra passerà senza discussioni e a colpi di fiducia. La giustificazione è che il testo deve essere approvato entro il 31 dicembre. Ma non rispettare il ruolo dell’Aula significa negare la democrazia.
Il politologo: «Questo governo è una delusione totale, si passa dalla democrazia alla biotecnocrazia con libertà calpestate».
Chi avrebbe dovuto non ha saputo, potuto o voluto fare: screening di massa, messa in sicurezza delle aule, accordi con istituti privati, interventi sul Tpl, potenziamento della sanità, tracciamento, prezzo dei tamponi.
Domani l’ok ai vertici, dopo le verifiche sulla compatibilità del nuovo presidente.
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