GIORNALI
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Dall’Ue fiumi di soldi a quotidiani e tv per coprire di bava Ursula e colleghi
Un’inchiesta giornalistica rivela che, prima delle elezioni europee, Bruxelles ha sborsato 132 milioni di euro per far realizzare articoli e servizi graditi. Il tutto tramite agenzia privata, che ha girato il denaro alle testate.
L’Unione usa i nostri soldi per pagare i grandi giornali che devono parlare di Ue
L’ex corrispondente del «Corriere» rivela sul «Fatto»: fondi comunitari nelle casse di Gedi e di via Solferino. Con centinaia di migliaia di euro gli applausi son garantiti.
Castori, cimici e tintinnar di sciabole
Un presidente emerito della Consulta attacca «tarli e parassiti». E «La Stampa» sprona Sergio Mattarella: «I discorsi non bastano più».
I media fabbricano i nuovi mostri: no vax che rifiutano le cure
Prima volevano che i renitenti pagassero i ricoveri di tasca loro. Adesso si scandalizzano perché alcuni non si lasciano intubare.
Giorgino: «La stampa è accecata dai pregiudizi ma l’Italia non è in mano ai barbari»
Il volto noto del «Tg1» si racconta e parla del presente: «I giornali mainstream non riescono a nascondere la loro ostilità. Ma Salvini e Di Maio hanno innovato la comunicazione politica e stanno convincendo».
Il regime va bene purché sia «chic»
Ezio Mauro denuncia il nuovo «autoritarismo» della Casa Bianca. Sorvolando sui soldi dati dai dem, tramite Usaid, a organi di stampa e Ong che operavano censure sui social.
Per l’Occidente conta solo una cosa: che il mostro rimanga Putin
Per i media italiani, ma anche per i politici europei, la carneficina al teatro è manna per il Cremlino che prepara un’escalation del conflitto. Ma serve maggior equilibrio.
Gli ipocriti «difensori» della Murgia la stanno tradendo
La scrittrice sarda amava provocazioni e querelle politiche. Risponderle a tono non è una mancanza di rispetto, come Roberto Saviano e altri vorrebbero far credere. Si può piangere la sua morte senza per questo smettere di combatterne le idee, che…
Con la scusa della guerra alle bufale si invocano le veline del governo
Mario Monti è stato un precursore: ora Nicola Zingaretti promette guerra alle «fake news», mentre Gianni Riotta accusa chi, criticando il pass, osa schierarsi contro Mario Draghi. Così, la stampa celebra orgogliosa la sua stessa servitù.