«L’esercito europeo non è un tema all’ordine del giorno»
Risoluzione Ucraina, sì del Senato. La Meloni: «Neanche 1 euro dei fondi di coesione alla Difesa. Al Rearm va cambiato nome».
Pagina 27
Risoluzione Ucraina, sì del Senato. La Meloni: «Neanche 1 euro dei fondi di coesione alla Difesa. Al Rearm va cambiato nome».
Il premier ha partecipato al summit convocato da Starmer e ribadito l’appoggio all’Ucraina. Escluso l’invio di uomini. Disponibili invece Londra, Parigi e Ankara.
Il premier vede Keir Starmer: accordo sulla lotta all’immigrazione clandestina e cooperazione sulla difesa con Londra e Tokyo. Poi il muro sull’invio di soldati: «Ragioniamo sull’art. 5 senza Kiev nella Nato».
Il decreto per abbassare i costi energetici a imprese e famiglie è stato rinviato a venerdì anche perché Fi e Lega spingono su altre misure fiscali. La Meloni chiede di ridurre il peso di elettricità e gas per 4 miliardi.
Le elezioni farsa del luglio scorso, che hanno permesso a Nicolas Maduro di restare al potere, hanno definitivamente trasformato il Venezuela in una dittatura che soffoca ogni forma di dissenso con la violenza. La testimonianza dell'attivista italo-venezuelana Maria Andreina De…
Per il premier la bozza non sarebbe soddisfacente. La Schlein strumentalizza i rincari.
Onu spaccata sulla condanna a Mosca, gli Usa si astengono. L’Italia tiene il punto e vota invece a favore Meloni coi sette Grandi insiste su una tregua giusta e duratura. Il tycoon la elogia: «Donna meravigliosa».
Il premier, collegata con l’evento dei conservatori, difende le parole di Vance e ribadisce la vicinanza a Trump: «L’Occidente non esiste senza gli Usa». E sui dazi avverte: «Uno scontro farebbe il gioco delle altre potenze».
È bastato un mese per sconvolgere le nostre categorie politiche: la sinistra ha ritrovato un nemico da odiare, la destra è alle prese con il difficile compito di «domare» il tycoon.
Accedi
Registrati
Registrazione completata. Ti abbiamo inviato un'email per confermare il tuo account.