Per pagare «piccole manovalanze» c’era il salvadanaio Festina Lente
Gli uomini attorno all'ex segretario dem fondarono un'associazione che raccolse somme di denaro, stipulò un mutuo bancario e fece bonifici in favore di Big Bang.
Gli uomini attorno all'ex segretario dem fondarono un'associazione che raccolse somme di denaro, stipulò un mutuo bancario e fece bonifici in favore di Big Bang.
L'avvocato, dopo aver incassato dal gruppo Toto una ricca parcella da 2 milioni, elargì 200.000 euro alla fondazione Open e altrettanti alla struttura che sosteneva la battaglia referendaria di Matteo Renzi. Questi ultimi sono stati versati a fondo perduto.Con Danilo…
Gli investigatori studiano il cavillo con cui il governo Gentiloni abbuonò il passivo di Strada dei parchi con l'ente. In esame pure il compenso a Alberto Bianchi per un contenzioso con i Benetton sulla variante di valico.
Anni fa, un bravo cronista di nome Gian Marco Chiocci, che oggi dirige l'agenzia di stampa Adnkronos, mi portò la fotografia del portavoce di Romano Prodi, all'epoca presidente del Consiglio, mentre in auto sostava davanti a un viado che si…
Nell'intervista al «Messaggero», l'ex premier cita per nome i pm che spulciano la cassaforte della Leopolda: «Lavorino tranquilli». Una frase che suona da monito.
Nel 2016, l'indagato ne parlò a Luca Lotti: «Ci sta che entri nel pool contro Vivendi». E chiese «una telefonata» a Berlusconi jr.Nelle carte spunta l'accredito di Luca Palermo, che testimoniò a favore di Tiziano Renzi.
Nell'indagine di Firenze il gruppo Toto è la novità, però anche in questa vicenda giudiziaria ricorrono spesso nomi ben noti della cerchia dell'ex presidente del Consiglio, tutti decisivi nella sua ascesa politica. Non può essere un caso, qualcuno ci spieghi.
Il senatore s'adira perché «La Verità» ha pubblicato le frasi su Maria Elena Boschi («donna-quindi-tr...»), annotate dall'avvocato e presenti negli atti. Piuttosto, chiarisca perché il legale ha continuato a preoccuparsi di come foraggiarlo pure dopo la liquidazione di Open.
Nel 2012, l'editore Mandragora stampò 200.000 copie del libro dell'allora candidato alle primarie. A saldare fu la fondazione, che poi interpellò una società svizzera per aggirare i tetti di spesa dei dem e pagare meno tasse.
Gli inquirenti collegano i contributi degli imprenditori al salvadanaio dell'ex premier a vari benefici legislativi. Tra gli sponsor, Beniamino Gavio, Carlo Toto, Michele Pizzarotti, Menarini, Pietro Di Lorenzo (quello del vaccino anti Covid) e British tobacco.
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