«Rispetto al suo Msi papà Almirante era più progressista»
La figlia del leader Giuliana De’ Medici: «Era credente ma non praticante. Favorevole al divorzio, seguì la linea contraria del partito».
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La figlia del leader Giuliana De’ Medici: «Era credente ma non praticante. Favorevole al divorzio, seguì la linea contraria del partito».
I partigiani da talk show riscrivono la storia del Ventennio così da usarla come arma: se non sei allineato, sei un nostalgico.
Jorge Maria Bergoglio prende le distanze dal furente gnosticismo. Indica la via che consente di sfuggire al totalitarismo dolce contemporaneo. Si schiera contro la polarizzazione di società e politica: «Non è cattolica ed è divisiva».
Il libro, recentemente ripubblicato, con l’intervista al principe nero, racconta un passato di tensione morale e di scelte non prive di coraggio. E di gravi errori.
Dal 14 al 27 novembre: Benito Mussolini presenta il primo Governo, Arnold Shwarzenegger è eletto governatore della California. La Luftwaffe bombarda Coventry. A Brembate di Sopra sparisce Yara Gambirasio. Il testamento di Alfred Nobel che istituisce il premio.
Dal 31 ottobre al 13 novembre: la morte di Ezra Pound a Venezia e quella di Theo Van Gogh per mano islamica. Armando Diaz annuncia la vittoria italiana nella Grande Guerra. La strage degli Italiani a Nassirya e quella di…
A tre giorni dalla marcia su Roma, Benito Mussolini ebbe l'incarico. Il primo esecutivo (1922-24) vide la partecipazione di molti esponenti del vecchio Stato liberale giunto al tramonto e del mondo cattolico eroso dalla lotta tra Don Sturzo e il…
Il più importante oppositore intellettuale al Regime fu in realtà un suo sostenitore almeno fino al 1925. E a chi gli parlava della volenza delle camicie nere, rispondeva: «È la levatrice della storia».
Un saggio esplora il tentativo, messo in atto tra il 1926 e il 1929, di dar vita a una loggia «nazionale» e vicina al regime, pare col parere favorevole del Duce. Il compito fu affidato a Reghini, ma Evola mandò…
La propaganda, anche dei media stranieri, contro il prossimo governo si ripercuote sulle nostre eccellenze. Il pregiudizio politico degli acquirenti americani ed europei ha già fatto perdere oltre 2 miliardi al vino italiano. E l’export agroalimentare si è bloccato.
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