Tivù Verità | Manifestazioni per la famiglia nel bosco
La rabbia degli italiani per la decisione del tribunale dei minori dell'Aquila: manifestazioni a Vasto per la famiglia nel bosco dopo la separazione dai figli.
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La rabbia degli italiani per la decisione del tribunale dei minori dell'Aquila: manifestazioni a Vasto per la famiglia nel bosco dopo la separazione dai figli.
Genitori e figli hanno il diritto alla terrestre semplicità, più vitale dell’ottusa burocrazia.
Per l’ufficio pubblico che li dirige serve un legale per proteggere dalla «cattiva stampa» chi è coinvolto nel caso. A nostre spese.Si mettono in croce le forze dell’ordine ma si fa spallucce con altri servitori dello Stato.
Gli avvocati dei Trevallion: «Violati principi di imparzialità, valuteremo se la psicologa Valentina Garrapetta aveva i requisiti». Nella domanda di ricusazione avanzata al Tribunale dei minori ci sono i nostri articoli. Chiesta anche la sospensione dell’allontanamento dei tre figli.
Gli avvocati della famiglia nel bosco denunciano: ormai le assistenti sociali si sono irrigidite e violano i loro stessi codici deontologici. Ignorate le perizie dei neuropsichiatri che chiedono di restituire i piccoli.
I funzionari regionali: «Ha sempre operato in modo corretto». Ma gli psichiatri dell’Asl tuonano: «I bimbi tornino dai genitori».
La scelta esistenziale della famiglia nel bosco mette in discussione uno stile di vita ritenuto l’unico valido. Per questo viene trattata come disagio psichico. È il modello che l’Urss usava contro i suoi oppositori e che abbiamo rivisto in azione durante la pandemia.
L'allarme dell'avvocato Danila Solinas: " I Trevallion continuano ad essere separati". E' stata rimandata la data di inizio della perizia voluta dal tribunale dll'Aquila che riguarda i genitori. "Manca il mediatore", dicono i giornali.
Mamma Catherine e i suoi tre figli costretti dai giudici a vivere in una struttura protetta dal 20 novembre: mantenerli costa 244 euro al giorno. Eppure non c’era disagio. Il 23 gennaio la perizia psicologica sui genitori.
La tutor lamenta che i piccini (6 e 8 anni) non sappiano leggere. Chissà quanti minori stranieri, allora, andrebbero prelevati.
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