La gente chiede cure, non la morte
Le Regioni usano solo il 30% dei fondi per le terapie del dolore: pensino a questo, invece che alle procedure per il suicidio assistito. Su cui perfino nel Pd ci sono pareri contrari.
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Le Regioni usano solo il 30% dei fondi per le terapie del dolore: pensino a questo, invece che alle procedure per il suicidio assistito. Su cui perfino nel Pd ci sono pareri contrari.
Nuovo ok (non definitivo) all’«aiuto attivo a morire». E spunta un emendamento contro chi osa fare propaganda per la vita.
In campo etico, la facoltà di sottrarsi a pratiche incompatibili con le proprie convinzioni è un valore gigante, come con l’aborto. Per la dolce morte, però, non c’è un obbligo giuridico: viene eseguita su base volontaria.Il capo dell’Ordine regionale Francesco…
Affinché la civiltà non si decomponga dobbiamo proteggere la famiglia, presa a picconate soprattutto dal marxismo.
Fornire una regolarizzazione significa normalizzare la possibilità di ammazzarsi.
Si chiama «Indicazioni procedurali del sistema sanitario regionale in materia di morte medicalmente assistita» ed è il protocollo approntato dal gruppo di lavoro scelto dall’assessore al Welfare della regione Lombardia, Guido Bertolaso. Come da lui stesso anticipato al Corriere della…
Una donna inglese ha scelto il suicidio assistito in Svizzera a causa del dolore dovuto alla perdita del figlio. È il risultato di una propaganda che ha normalizzato il fine vita con casi estremi dal forte impatto emotivo.
La venticinquenne iberica, psichiatrica e vittima di violenze sessuali, cerca di suicidarsi ma resta paralizzata alle gambe. Quando chiede la «dolce morte», il padre si oppone. Ma per i giudici era nel pieno delle facoltà.
Fa scalpore il caso di «Libera», la donna di Firenze che ha fatto ricorso alla morte assistita attraverso un dispositivo creato appositamente dall’ente scientifico. Il tutto nella Regione della legge sull’eutanasia.
Di suicidio assistito parlano le civiltà anziane, dove la perdita di fede e la solitudine rendono il dolore insensato, quindi insopportabile. Legalizzarlo non dà libertà di scelta, ma suggerisce subdolamente a malati e parenti che la via più «razionale» è…
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