Parigi spende, Berlino fa i muri. L’Europa alle prese con la realtà
Lo speciale contiene due articoli.
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Lo speciale contiene due articoli.
Spinto da Afd e dalla crisi economica, Olaf Scholz studia un piano che include concessioni territoriali alla Russia. Mosca frena, il cancelliere: «Putin mi telefoni». Tensione con Varsavia: «Coprì i sabotatori del Nord Stream».
La possibilità che Fitto ottenga l’importante delega all’economia e la vicepresidenza manda in crisi la narrazione sulla Meloni che isola Roma. E allora i dem si mettono a tramare per mandare a monte la nomina, anche se questo vuol dire…
Il commissario tifa Harris e scorda gli scarsi risultati Ue coi dem al potere. Borrell con l’elmetto: pressing per colpire il suolo russo.
Il monito di Draghi va ascoltato, l’importante è non intervenire nel senso sbagliato.
Mentre i liberali attaccano i super-poteri di Fitto, la danese (che fa parte del gruppo di Renew) prima di lasciare la concorrenza prova a nominare il capo economista.
Le deleghe green alla Ribera rischiano di spostare la Commissione su posizioni ancora più ambientaliste. Basta aspettare, bisogna stringere alleanze mirate sui singoli temi.
Parigi con deficit alle stelle e governicchio tecnico alle porte. Berlino con un modello industriale smantellato da green e guerra: praterie per Afd, Scholz barcolla. A queste condizioni, applicare il nuovo Patto di stabilità sarà quasi impossibile: bene per noi.
Se fosse confermata l’anticipazione di «Die Welt», l’Italia non ne uscirebbe certo isolata.
Meloni, Salvini, Tajani e Lupi ribadiscono la compattezza del centrodestra: «Rinnovato il patto di coalizione». Dalla versione definitiva della nota salta una frase sull’uso delle armi nel Kursk. Il leghista: «Scelta stilistica».L’esecutivo deve sostituire Fitto: l’ipotesi più accreditata è quella…
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