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EUROPA

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Trump ridisegna le minacce globali: sotto accusa anche l’Europa

La Casa Bianca ha pubblicato la nuova United States Counterterrorism Strategy 2026, un documento destinato a suscitare un ampio dibattito internazionale perché ridefinisce profondamente le priorità della sicurezza nazionale americana e offre una fotografia estremamente netta delle minacce che l'amministrazione…

Benzina, randellata in agguato a causa dell’Ue

La flessibilità europea non riguarda verde e diesel che rischiano un’altra impennata di prezzi. Giancarlo Giorgetti conferma il rinnovo del taglio delle accise «ma decideremo l’importo il 6 giugno». Scomparso (per ora) il contributo una tantum da 100 euro per chi è più disagiato.

Migranti, Procaccini: «L’Europa si uniforma alla strategia italiana»

«La rivoluzione del modello Meloni è stata far capire che il problema dell’immigrazione va affrontato nella dimensione esterna». Lo ha dichiarato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, commentando l’accordo sulle nuove regole Ue per i rimpatri e rivendicando l’approccio italiano…

Il primo partito? È quello che contesta l’Europa

La politica dell’Europa piace sempre meno. L’infatuazione generalizzata appartiene ormai a un lontano passato e si ingrossa il «partito» di quanti rilevano le carenze (nel migliore dei casi) e gli svantaggi di questo pachiderma burocratico, veloce a tessere una ragnatela…

L’Ucraina nell’Ue è una iattura

Volodymyr Zelensky è già costato 200 miliardi. E ora scatta il prestito da 90. Ma, per favorire Friedrich Merz, Bruxelles apre a Kiev mentre ci vieta l’uso di soldi nostri per il caro energia. Il cancelliere Friedrich Merz ha una serie di ottimi motivi per sostenere l’ingresso dell’Ucraina nella Ue. Per Berlino, l’arrivo di Kiev nel perimetro dell’Unione sarebbe manna dal cielo, che consentirebbe alla Germania di risollevare le sorti della sua economia. Favorire l’entrata, anche senza diritto di voto, nel consesso dei 27 Paesi europei significherebbe porre le premesse per conquistarne il mercato e, allo stesso tempo, una volta conclusa la guerra con la Russia, guidare la ricostruzione che, come è noto, verrà sostenuta principalmente da Bruxelles. Insomma, per Merz proporre di accogliere l’Ucraina non è solo un’eccellente idea per rimettere in moto una locomotiva che da tempo arranca, ma anche uno straordinario affare.