Draghi cede sui rubli. L’Ungheria non molla sugli oleodotti: «No all’embargo»
Il sesto pacchetto di misure contro Mosca slitta ancora Il premier apre al pagamento secondo le indicazioni russe.
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Il sesto pacchetto di misure contro Mosca slitta ancora Il premier apre al pagamento secondo le indicazioni russe.
Nessun accordo tra governo e partiti della maggioranza in merito alla «tassa piatta», che i giallorossi vogliono smontare e il centrodestra difende compatto. Si rischia lo stallo come sul catasto: l’inizio della discussione in Aula slitta al 4 aprile.
Forse basterà un uomo di provata fede atlantista come il premier a impedire che l'Italia diventi un protettorato francese. Quasi tutti gli altri quirinabili, soprattutto i maggiorenti del Pd, hanno l'onorificenza della République al bavero. Resiste il «partito amerikano».
Il segretario del Partito comunista Marco Rizzo, candidato alle suppletive di Siena: «I dem indifendibili sulle banche. Il green pass è un'arma di distrazione di massa per le cartelle esattoriali. Il governo ci lascerà al verde».
Il segretario pd simula il mea culpa su Mps: peccato fosse uno dei simboli dell'osmosi finanza-politica, dati i suoi incontri con l'allora capo dell'istituto. Ora, nella città del Palio, l'ex premier ricorre a vecchi trucchi: finanziare un polo scientifico coi…
È come i capi d'istituto di una volta, che si occupavano di ogni cosa e contemporaneamente di nulla, salvo formulare richiami e ramanzine e comminare sospensioni. Si avventura nel nulla con un incubo: Salvini.
I fan dell'invisibile cattedratico partenopeo esultano per l'arrivo dei soldi in municipio. Che così potrà indebitarsi di nuovo. Spremere i contribuenti è l'unica ricetta che ex comunisti e grillini conoscono: l'alleanza per il potere non ha altre basi.
Proteste per la trasmissione Anni venti. E il Pd dà man forte agli euroinquisitori.
Niente cenni nelle mail per preparare l'incontro Francia-Italia di giovedì, quando Luigi Bergamin avrà la prescrizione.
Il docente alla Luiss, Claudio Velardi: «Gli ex comunisti guardano una fotografia seppiata dell'Italia. Sono insediati nel sistema non nella società. Mario Draghi ha evidenziato l'inconsistenza di Goffredo Bettini, Nicola Zingaretti e Massimo D'Alema».
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