Su Aspi Gualtieri sceglie la fuga
Il ministro rinvia l'audizione in commissione Vigilanza su Autostrade. E svela il bluff dell'esecutivo. Per seguire Cdp spunta lo studio Rccd, fondato dal presidente di Enel.
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Il ministro rinvia l'audizione in commissione Vigilanza su Autostrade. E svela il bluff dell'esecutivo. Per seguire Cdp spunta lo studio Rccd, fondato dal presidente di Enel.
A cosa serve dichiarare sciopero (pochissime le adesioni) in Enel quando ancora non si sa cosa sia successo a Suviana? Dito puntato contro l’uso di ditte esterne, ma si tratta di alcune delle principali aziende del settore.
Se anche il governo riuscisse a incassare i 10,5 miliardi previsti, cosa assai improbabile visto che finora ne ha in mano meno di 2, i fondi non basterebbero per il nuovo dl Aiuti. Ma la retorica su questa tassa serve…
L'ex sindaco di Firenze ha in mente solo una cosa: non essere escluso dal grande valzer delle nomine. A condurre le danze, tuttavia, c'è un suo nemico storico: Baffino. Molto ascoltato da Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri.
Margine operativo lordo a 22 miliardi (+11,6%) e utile netto a 6,5 (+20,7%) per il gruppo. Agli azionisti 0,43 euro per titolo.
A guidare questa graduatoria elaborata da Reputation Science rimane saldo l'ad di Intesa Sanpaolo. A completare il podio Claudio Descalzi di Eni e Francesco Starace di Enel.
La digitalizzazione e le tecnologie digitali stanno dando alle aziende supporto strategico per promuovere una cultura dell'innovazione, ripensare i modelli di business e rendere le imprese più competitive. Consentendo di migliorare il business tradizionale ma anche di esplorare spazi di…
Tutti i precedenti del giurista che ora fa il tifo per la privatizzazione dei nostri gioielli.
Michele Crisostomo, presidente di Enel, è intervenuto con queste parole ai microfoni di Agenzia Nova a margine della conferenza «Esg, dall'interazione all'integrazione», organizzata dalla società nel proprio auditorium di via Carducci a Milano e improntata sulla crescente importanza delle tematiche…
Tra Piazza Affari, partecipazioni statali e istituzioni pubbliche, chi comanderà dopo i gialloblù controllerà attraverso le nomine 140 miliardi di fatturato. Non solo Enel, Eni, Poste e Terna: entro il 2020 sono centinaia le poltrone da occupare o da ratificare.
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