Europee, rivolta rosa anti Schlein
Le donne del Pd, Laura Boldrini e Paola De Micheli in testa, contro la candidatura come capolista del loro segretario. Antonio Tajani: «Fi punta al 10%. Vogliamo avere il ruolo della vecchia Dc».
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Le donne del Pd, Laura Boldrini e Paola De Micheli in testa, contro la candidatura come capolista del loro segretario. Antonio Tajani: «Fi punta al 10%. Vogliamo avere il ruolo della vecchia Dc».
Il politologo: «La sinistra ne fa uso solo perché è in crisi di identità. Giorgia Meloni personalizza lo scontro con Elly Schlein per trattenere chi è deluso dalla sua politica estera. Il meno affidabile degli alleati è Forza Italia».
La tenaglia contro la fragile segretaria del Pd non serve solo a evitare la sua candidatura, ma a rimpiazzarla con Paolo Gentiloni. Che, dopo le europee, sogna di rovesciare la maggioranza sfruttando l’eventuale indebolimento di Forza Italia. L’antidoto? I voti.
Nel Pd sono cominciate le grandi manovre per sostituire Elly Schlein. Che questo sia l’obiettivo di una parte della classe dirigente del partito mi è noto dal giorno in cui la giovane segretaria vinse, tra lo stupore generale, le primarie.…
Nel Pd sono cominciate le grandi manovre per sostituire Elly Schlein. Che questo sia l’obiettivo di una parte della classe dirigente del partito mi è noto dal giorno in cui la giovane segretaria vinse, tra lo stupore generale, le primarie.…
Forse Elly Schlein non sarà il segretario che risolleverà il Pd dal baratro in cui l’hanno cacciato Enrico Letta e compagni. Tuttavia, occorre riconoscere che l’ex assessore all’ambiente della Regione Emilia Romagna, ovvero colei che avrebbe dovuto occuparsi di mettere…
Oggi si riunisce il Consiglio di presidenza: una «giuria» di 11 componenti, di cui 4 eletti da questo Parlamento. Tra le sanzioni possibili ci sono la censura e la sospensione.
L’accordo raggiunto a Bruxelles non è definitivo: l’iter è lungo e il testo andrà migliorato. Una revisione è nell’interesse anche dei governi futuri, di qualsiasi colore. Eppure le opposizioni sparano a zero.
Da 1992 i presidenti sono sempre stati ostili alla destra: per questo il Pd, allo sbando e incapace di vincere alle urne, è pronto a fare le barricate contro il premierato.
Per il leader del M5s il premier ha mentito. Però le audizioni potrebbero certificare che lui ignorò il mandato del Parlamento.
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