La Schlein cavalca la crisi della Merloni innescata dal Pd quand’era al governo
La dem usa le chiusura di Beko contro la Meloni, ma i guai sono nati con la sinistra. Tavolo al Mimit: un altro mese per il piano.
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La dem usa le chiusura di Beko contro la Meloni, ma i guai sono nati con la sinistra. Tavolo al Mimit: un altro mese per il piano.
La Schlein va a Pomigliano e l’azienda fornitrice di Stellantis caccia 97 operai. Lei attacca il governo e rivendica le sue ricette: transizione all’elettrico e sussidi. Ovvero la causa del disastro industriale...
La Schlein va a Pomigliano e l’azienda fornitrice di Stellantis caccia 97 operai. Lei attacca il governo e rivendica le sue ricette: transizione all’elettrico e sussidi. Ovvero la causa del disastro industriale...
La Schlein intona «Bella ciao» con i manifestanti, ma non condanna gli studenti che provocano disordini e chi sparge odio contro Israele. Si punta a mettere insieme atenei e antagonisti ma è tutta una contraddizione.
Fallita l’offensiva sulla sanità, la leader dem ripiega sugli atenei. Non condanna gli squadristi rossi e incontra le liste «pro censura». Nel frattempo incita i docenti a protestare contro la riforma che apre alle telematiche.
Cgil e Uil rifiutano di dimezzare lo sciopero dei trasporti del 29 e Salvini ricorre alla precettazione. La Schlein ne approfitta: «Il governo nega i diritti». Intanto i due sindacati fermano il rinnovo per altri 280.000 lavoratori.
Schlein & C. imputano all’esecutivo le fasce in condizioni di indigenza. Peccato che a ingrossarle siano soprattutto gli immigrati, che loro invocano a gran voce. Altro che pagarci le pensioni: i lavoratori che arrivano da Paesi meno sviluppati abbattono i…
Venuta meno l’arma del referendum sull’Autonomia, la Schlein ha cavalcato lo sciopero dei medici per aizzare le piazze. Peccato che in un decennio sia stata la sinistra a ridurre gli investimenti di 37 miliardi e gli organici di ben 25.000…
Il ministro è stato criticato perché non crede nella rieducazione del maschio. Ma chi studia il tema sa che il disagio nasce altrove.
Il segretario dem fa dietrofront: «Il problema non è il portafoglio di peso per l’Italia. Però non vogliamo l’allargamento a destra della Commissione». Massimiliano Salini (Ppe): «Ribera bocciata, serve un nuovo nome».
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