Il macellaio di soldati è diventato un eroe giocando con la pelle dei suoi militari
Il comandante Oleksandr Syrskyi eletto a grande stratega per aver messo in crisi Vladimir Putin. Ma il suo cinico blitz rischia di costare molto caro.
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Il comandante Oleksandr Syrskyi eletto a grande stratega per aver messo in crisi Vladimir Putin. Ma il suo cinico blitz rischia di costare molto caro.
Matteo Renzi, Carlo Calenda ed Elly Schlein dovrebbero chiarire se le misure rivendicate da Giuseppe Conte entrerebbero a far parte dell’eventuale programma comune di governo. E magari dire cosa pensano del referendum contro il jobs act.
Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, minaccia di chiudere la mensa dell’ateneo perché alcuni rifugiati stanno creando «situazioni sgradevoli». Proprio lui che teorizzava la necessità di «andare a prendere i profughi» nelle loro terre.
La surreale ricostruzione di «Repubblica» smentita dai fatti: a sollevare il caso è stato «The Guardian», giornale progressista. E tutto il mondo si è indignato. Tranne loro, forse impegnati a coprire veri complotti.
Domanda delle cento pistole: ai vertici di alcuni dei più importanti uffici giudiziari del Paese abbiamo avuto un magistrato che, invece di perseguire i mafiosi, insabbiava le indagini che li riguardavano? Il quesito è più che legittimo, in quanto ieri…
Codacons e stampa puntano il dito contro uno stabilimento di lusso nel Salento, dimenticando che nessuno è obbligato ad andarci. A lanciare l’allarme stangata, tra l’altro, sono gli stessi che sognano i bagni in mano a grossi investitori, che alzerebbero…
L’ultimo report che lancia l’allarme per il nostro Paese è basato su gruppi dem. Pronti a censurare, però, chi non è nel loro coro.
Una volgare rappresentazione trans dell’Ultima Cena è stata il clou di una cerimonia inaugurale pretenziosa e disorganizzata. Protesta la Chiesa transalpina. Critiche anche dal mondo politico (ovviamente non quello di sinistra). Pensate a che cosa sarebbe successo se anziché offendere…
Il presidente cede alle pressioni (tardive) del suo stesso partito e annuncia il passo indietro sulle elezioni: «Mi ritiro dalla corsa». Poi fa subito l’endorsement alla vice Kamala Harris, ma fra i democratici spaccati è già scattata una lotta intestina.
I nostalgici dei diktat di quattro anni fa tornano in prima linea: il virus infetta più persone e loro lanciano allarmi e catastrofici presagi. Ma ospedali e terapie intensive sono vuote. Questa non è l’estate del 2020.
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