Conte ha in testa solo il Sud: «Il Nord si può arrangiare»
Il Settentrione viene lasciato solo («Cresce già») e l'autonomia finisce in soffitta. Con le nuove nomine i ministri meridionali, che erano già ben 11 su 21, salgono a quota 13 su 22.
Il Settentrione viene lasciato solo («Cresce già») e l'autonomia finisce in soffitta. Con le nuove nomine i ministri meridionali, che erano già ben 11 su 21, salgono a quota 13 su 22.
Insulta il capo della Lega («Leadership insidiosa»), annuncia l'addio al decreto Sicurezza e loda le imposte progressive. Si vanta persino della sterilizzazione dell'Iva: peccato che le clausole le abbia volute anche lui.
Il premier fa la solita scontata promessa: «Velocità». Ma finora i commissari straordinari sono stati di Pd e M5s, due partiti che si occupano di sisma dal 2012.
L'avvocato del popolo scorda di aver governato con il Carroccio e attacca a testa bassa il vicepremier. Poi sfodera un discorso da insediamento: sogna di fare il bis con l'appoggio della sinistra.
Il presidente del Consiglio strizza l'occhio ai democratici e picchia durissimo sul ministro dell'Interno: «È opportunista e non rispetta le regole». Dopo un anno di governo assieme, è una capriola da fenomeno.
Il leader al M5s: «Per taglio dei parlamentari e finanziaria, ci siamo. Dopodiché si vada alle urne» (e ritira la mozione di sfiducia). L'alternativa è l'inciucio: «Volete governare con Renzi, la Boschi e Lotti? Tanti auguri». A Giuseppe Conte: «Mi…
Le elezioni non sono più un tabù, soprattutto dopo il discorso di Giuseppe Conte. C'è stato un tempo in cui, pur di allungare una legislatura morente, giornali e istituzioni si dimostravano favorevoli all'accanimento terapeutico, accettando anche i governicchi. Ora no.…
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