Rackete sperona gli elettori presi in giro dalla sinistra: «Ciao, ciao Europarlamento»
La «capitana» trasformata in un’icona anti Salvini per raccattare voti esulta: «Ho rinnovato Die Linke, ora penso al clima». Vannacci: «Non ci mancherà».
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La «capitana» trasformata in un’icona anti Salvini per raccattare voti esulta: «Ho rinnovato Die Linke, ora penso al clima». Vannacci: «Non ci mancherà».
Nicola Borrelli, potente dg Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura, si è dimesso: troppo imbarazzanti gli 800.000 euro usati per finanziare la pellicola del presunto killer di Villa Pamphili. Le stretta sui contributi a pioggia ha fatto risparmiare 8…
A causa di una «crisi respiratoria asmatiforme prolungata nel tempo», applicato ossigeno ad alti flussi al Pontefice. Dagli esami è emersa una piastrinopenia. Il quadro clinico ora è «critico» e la prognosi riservata. Le dimissioni tornano all’ordine del giorno.
Il ministro nega il pressing degli alleati per le dimissioni: «Nessuna richiesta. Rapporti con Meloni inalterati». Ma si rivela pronta al ritiro in caso di processo sulla cassa Covid.
Per rispondere alle contestazioni l’ex viceministro ha inviato due dichiarazioni contrastanti. Una mossa che potrebbe avere anche rilievo penale. Il costituzionalista Guzzetta: «Il Consiglio non ha l’ultima parola».
La «contiana» Todde ostenta sicurezza, ma l’addio alla carica appare inevitabile. Se resta in sella nonostante la decadenza, ogni suo provvedimento può essere impugnato per nullità. Il flop segna la fine ingloriosa dell’unico esperimento di campo largo.
Dietro l’addio frizioni con Mantovano e Tajani. Tra i papabili successori c’è Figliuolo.
Il premier, woke e liberticida in era Covid, molla la guida dei liberali e resta ad interim.
Gli investigatori hanno perquisito ieri la casa dell’imprenditrice di Pompei indagata dalla Procura di Roma. Nello smartphone e nel computer della donna ci sarebbero i dettagli del suo rapporto con Sangiuliano.
Il caso Sangiuliano è meglio di una telenovela: ogni giorno ci riserva una sorpresa. O meglio: a riservarcela è Maria Rosaria Boccia, la donna che ha inguaiato l’ex ministro della Cultura, portandolo alle dimissioni.
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