Ci danno le multe, non le mascherine
Nuovo, fumoso, discorso del premier, che si atteggia a guru: «Riflettiamo sui valori». Poi annuncia la stretta. Ma le protezioni sanitarie basilari restano tuttora introvabili.
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Nuovo, fumoso, discorso del premier, che si atteggia a guru: «Riflettiamo sui valori». Poi annuncia la stretta. Ma le protezioni sanitarie basilari restano tuttora introvabili.
Il blocco delle attività non essenziali crea disorientamento, con bozze ed elenchi che si susseguono. Per Confindustria le aziende costrette allo stop sono troppe, per le sigle sindacali sono troppo poche.
La misura d'emergenza non contiene alcuna previsione di danni al Pil. Con le giuste garanzie, la liquidità nelle casse di chi produce potrebbe subito andare ai fornitori. Ed evitare così una crisi drammatica.
Il premier sfrutta il contagio per scavalcare Camere e Consiglio dei ministri. E il Colle osserva in silenzio questo scempio.
Nel testo del decreto, diffuso solo ieri sera, i «servizi essenziali» sono infiniti. Per Cgil, Cisl e Uil «sarà sciopero». Vietato lasciare il Comune di residenza.
Le voci sulle chiusure anticipate fanno subito scattare il panico. Intanto Roberto Speranza chiude i parchi: «Jogging solo sotto casa».
Sergio Mattarella chiede alle opposizioni di non fare opposizione. L'ora è buia e secondo il presidente della Repubblica non bisogna illuminarla di polemiche. Traduzione dell'ordine quirinalizio: prendete il decreto Cura Italia così com'è, senza discutere. Senza soprattutto cercare di cambiare…
Dopo settimane di gestione a colpi di decreti presidenziali, il Pd prova a concentrare l'esame del Cura Italia in una sola commissione. Sergio Mattarella chiama le opposizioni. Matteo Salvini: «Abbiamo una marea di proposte».
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