Wall Street in risalita ma Blackrock lancia allarmi sul rischio recessione
Il fondo: «Ci siamo vicini o già dentro». Milano: -0,73%. Insider trading, spunta un video.
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Il fondo: «Ci siamo vicini o già dentro». Milano: -0,73%. Insider trading, spunta un video.
I principali detentori sono Europa, Giappone e Cina: vendite e aumenti dei rendimenti dei titoli di Stato sono una minaccia. Per Trump la sfida è inserire il sostegno ai Treasury nei negoziati togliendo armi al Dragone.
Von der Leyen raccoglie l’assist della Casa Bianca e sceglie il dialogo, caldeggiato da Roma. Budapest esulta. La Commissione: «Adesso trattiamo, pronti a qualunque esito tra 90 giorni». Trump: «Risposta intelligente».
Il Dragone, che ieri ha imposto dazi all’84% sui beni americani, ha anche fatto incetta di materie prime e sta svalutando lo yuan. Sospetti di mosse di Pechino dietro l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato a stelle e strisce:…
Bisogna scegliere tra America e Pechino, non esiste terza via. Gli interessi di Parigi e Berlino non coincidono con i nostri.
La Borsa americana si esalta. Giù il Vix, l’«indice della paura». Ma le piazze europee avevano già chiuso la giornata in rosso. Per Piazza Affari perdita del 2,75%.
Nonostante il deserto industriale provocato dalla transizione, Teresa Ribera, numero due della Commissione, insiste sui progetti ambientalisti da mescolare con il riarmo. I colossi tech americani sono disponibili a investire nell’Unione ma lei li vuol tassare.
L’imprenditore leader nella produzione di carburatori, Andrea Dell’Orto: «La Commissione nomini un mediatore e coinvolga le aziende. Ci sono opportunità da cogliere».
Dopo il terremoto provocato dalla Casa Bianca, la Fed è al lavoro mentre la Bce sembra impreparata. Davanti a deflazione e recessione incombenti bisogna correre a tagliare i tassi. Rispondendo tempestivamente anche al problema della liquidità.
Una cinquantina di Paesi propongono negoziati al tycoon. Telefonata col premier giapponese, che volerà a Washington. Il Vietnam offre l’azzeramento delle proprie barriere, ma non basta. Nuove minacce a Pechino.
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