Il mistero del generale «arruolato» in Colombia dagli amici di D’Alema
Lo spettro della corruzione internazionale nell’affare finalizzato a fornire armamenti. C’erano mire anche su Paraguay e Uruguay.
Lo spettro della corruzione internazionale nell’affare finalizzato a fornire armamenti. C’erano mire anche su Paraguay e Uruguay.
L’ex premier smentisce sul «Corriere» la versione già fornita a «Repubblica» sul caso delle armi e ammette di «aver peccato di mancanza di cautela». Ecco tutte le contraddizioni.
Ma quanto è tenero Massimo D’Alema quando chiede, a Tommaso Labate, che lo intervista per il Corriere della Sera, che cosa voglia dire lobbista?
La storia di un ex presidente del Consiglio ed ex ministro degli Esteri che tratta una partita di aerei e navi da guerra da vendere alla Colombia? «È un’operazione per danneggiare le imprese italiane». L’uso di strani intermediari, alcuni con…
L’ex premier chiese a Gherardo Amaduzzi di ricevere il plurimputato Giancarlo Mazzotta: «Subito dopo l’incontro chiamai l’azienda, mi aveva fatto cattiva impressione. Sosteneva di essere lì anche a nome di Fincantieri». Il racconto smentisce la versione di Baffino.
I falsi documenti per accreditare Emanuele Caruso e Francesco Amato sono stati segnalati alle autorità.
Attentato all’imprenditore colombiano che trattava con Baffino: cinque colpi di pistola al corpo e alla testa. L’uomo, considerato dalla stampa un riciclatore di denaro sporco per conto dei paramilitari, si è salvato.
L’uomo dell’audio è un paramilitare colombiano condannato anche per più omicidi (ma graziato). Il mediatore Emanuele Caruso alla «Verità»: le aziende parlavano tramite il presidente e i suoi collaboratori.
La lista delle spese. «Senza i soldi non si possono confermare» gli appuntamenti dei manager Fincantieri e Leonardo a Bogotà. Il cellulare di Giuseppe Mazzotta, l’imprenditore che ha coinvolto Baffino nell’impresa, «canta».
Cresciuto a pane e Pci, l’ex leader della Quercia assomiglia a un Marchese del Grillo con la passione per il business.
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