D’Annunzio a Fiume una rivoluzione che fu l’ultima utopia dello Stato moderno
Il 12 settembre 1919 liberò la città alla testa dei suoi legionari. Idea ben oltre gli schemi liberali, del socialismo e del fascismo.
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Il 12 settembre 1919 liberò la città alla testa dei suoi legionari. Idea ben oltre gli schemi liberali, del socialismo e del fascismo.
Esce il «Poema» che il grande Filippo Tommaso dedicò all'impresa di D'Annunzio. Un canto d'amore per il «patriottismo illegale» che ha animato la città dei sogni.
Ristampato il libro di memorie fiumane di Giovanni Host-Venturi, seguace del Vate e poi ministro di Benito Mussolini. Dopo la guerra emigrò in Argentina e fece da consigliere al leader carismatico del Paese. Il figlio, artista, figura nell'elenco dei desaparecidos.
Nel centenario dell'occupazione della città adriatica, il legame tra quell'impresa e il regime fascista fa discutere gli esperti. E se per Guerri l'accostamento è abusivo, altri studiosi la vedono diversamente.
L'utopia lunga 16 mesi di Gabriele D'Annunzio fu un laboratorio ancora attuale: il Vittoriale ha inaugurato una nuova mostra e presto arriverà un'opera di Giordano Bruno Guerri. Per l'anniversario vi propongo la mia sceneggiatura per il film mai realizzato di…
Ripubblicato il volume Gli anni dell’aquila, avventura ucronica che immagina un regime che dura 500 anni, segnato dal dannunzianesimo e dal tradizionalismo di Evola.
A 220 anni dalla nascita, il solitario di Recanati resta ignorato nei suoi aspetti più anticonformisti e politicamente scorretti. Come la critica delle utopie umanitarie e dei miti progressisti.
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