Le toghe sbroccano sulla riforma: «Peccato voti chi ha studiato poco»
Ernesto Lupo, presidente emerito della Cassazione, disprezza i futuri elettori del referendum.
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Ernesto Lupo, presidente emerito della Cassazione, disprezza i futuri elettori del referendum.
Il tribunale dei ministri applica già uno dei meccanismi contestati del nuovo testo.
Il magistrato Valerio de Gioia: «Non capisco la netta chiusura di certi colleghi: il testo non mortifica le toghe. Sono favorevole al sorteggio del Csm: limiterà lo strapotere delle correnti. Pm sotto il governo? Nella riforma non c’è scritto».
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio: «Come si fa a parlare di attentato alla Costituzione, non si può fare attraverso una legge prevista dalla stessa Costituzione. Siamo alla schizofrenia». «Se la magistratura si aggrega alla politica in una lotta elettorale,…
La Consulta: «Non si possono discutere le differenze tra i sessi». E in Romania la sinistra vuole un referendum anti nozze gay.
Il reato di omicidio del consenziente è stato riconosciuto compatibile con la Carta dalla Consulta. La quale, ora, non deve cedere all’opinione pubblica. La «pietà», infatti, non è un criterio giuridico e non può sostituire il principio di indisponibilità dell’esistenza
Le sentenze pro migranti usano l’articolo 117 della Costituzione che ci fa recepire qualsiasi direttiva Ue. È ora di modificarlo.
Matteo Salvini potrebbe ritirare le schede e scappare dal seggio, Roberto Vannacci lanciarle dall’aereo sul Parlamento, Antonio Tajani barricarsi dentro. Quale che sia la modalità, non partecipare resta possibile: nell’ordinamento non esiste alcuna obbligatorietà dell’atto elettorale.
Il testo è in contrasto con l’articolo 3 della Carta, che dice che «tutti sono uguali davanti alla legge»: come giustificare l’ergastolo a chi uccide una donna «in quanto donna»? E non c’è una recrudescenza dei reati.
Dopo aver picconato più volte la Costituzione con i suoi provvedimenti fiscali, l’ex premier (insieme all’Istituto Treccani) adesso se la prende con l’articolo 38, che riconosce diritti ai portatori di handicap, però utilizza la parola «minorati».
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