Si preannuncia un sabato di passione quello di oggi a Roma. Una tempesta perfetta quella che si profila per le strade della capitale che vedrà ben quattro manifestazioni contrapposte nello stesso giorno, tutte tra le 14 e le 19, che conteranno complessivamente circa ventimila partecipanti. Destra contro sinistra che potrebbero far scoccare la scintilla.
Occhi puntati soprattutto sulla manifestazione per la Remigrazione. Appuntamento per quattromila persone alle 15 da piazza delle Libertà nel quartiere Prati per un corteo che richiamerà a Roma esponenti identitari da tutta Italia. Ci saranno i militanti di Casapound, e le altre realtà che danno vita al Comitato remigrazione e riconquista. Attesi arrivi anche dall’estero.
La manifestazione nasce per supportare la proposta di legge sulla remigrazione (per la quale la raccolta firme si concluderà proprio oggi), che ha come obiettivo il rinvio forzato degli immigrati irregolari nei propri Paesi d’origine. «Invitiamo tutti a unirsi a noi, portando un tricolore», il messaggio degli organizzatori, «e a raggiungere piazza della Libertà con le proprie famiglie. Sarà una piazza storica, serena e determinata».
Un evento che, nelle settimane scorse, è stato «anticipato» da una serie di scritte sui muri: il quartiere Africano è stato tappezzato di slogan per la Remigrazione.
Sempre oggi è in programma la prima giornata della costituente di Futuro nazionale di Roberto Vannacci, all’Auditorium della Conciliazione.
In parallelo, alle 15 dal Colosseo, partirà la contromanifestazione da cinquemila persone composta da antifascisti di tutti i colori: Cgil, Anpi, Nonna Roma, Arci, Anppia, Csa La Strada, Acrobax e tutta la rete romana di associazioni, partiti, enti del terzo settore, sindacati e sigle studentesche, con le immancabili adesioni provenienti dai gruppi anarchici.
Gli studenti dei collettivi Osa e Cambiare Rotta, i Giovani palestinesi, la Rete degli studenti, Potere al Popolo, Movimenti di lotta per la casa, Usb e altre realtà contro la Remigrazione si ritroveranno invece alle 14,30 in piazzale del Verano per «l’assedio al ministero di Salvini. Respingiamo guerra, razzismo e sfruttamento», il messaggio degli attivisti. Blindato il ministero dei Trasporti, soprattutto dopo che alla Sapienza sono state bruciate le foto del ministro e vicepremier, Matteo Salvini.
Infine, alle 14 partirà da piazza della Repubblica il corteo dei Pro vita con 3.500 partecipanti annunciati per la Manifestazione nazionale per la vita contro l’aborto che si snoderà fino a piazza di Porta San Giovanni, che potrebbe avere una parziale sovrapposizione all’altezza di via Merulana con il corteo delle associazioni e sindacati.
Massima attenzione da parte della Questura perché le strade sono pressappoco le stesse, ma con un’ora di ritardo. Altri punti di contatto potrebbero essere le zone di Prati e della Sapienza, compresa l’area di San Lorenzo. Inoltre, seppur distanti, non è escluso che all’ultimo momento potrebbero esserci tentativi dei facinorosi di cambiare direzione per cercare lo scontro.
Naturalmente è scattato, già da ieri, un piano sicurezza di emergenza con bonifiche in tutta la città e l’impiego di duemila unità, tra agenti e militari. La pianificazione dei servizi di sicurezza è stata preceduta da settimane di interlocuzioni con gli organizzatori delle mobilitazioni.
Sotto la lente non solo il centro storico ma anche aeroporti, scali ferroviari e stazioni della metro. Ci sarà una supervisione aerea con droni ed elicotteri per monitorare dall’alto tutti i quadranti del centro della città dove si svolgeranno le mobilitazioni.
Si sono fatti sentire i consiglieri capitolini di Roma Futura, Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini, che ritengono «inaccettabile che a Roma, Capitale d’Italia, Medaglia d’Oro per la Resistenza, città multiculturale per storia e tradizione possa svolgersi un’iniziativa che promuove il rimpatrio di persone straniere, affermando il principio di una ideologia fondata sull’esclusione, sulla superiorità razziale e sull’odio».
Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale Anpi, chiede addirittura che si vieti la manifestazione per la Remigrazione «per evidenti e comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. L’intera città sarà ostaggio di una manifestazione animata da rancore, intolleranza, odio, razzismo».



