D’Alema sbrocca in tv: nessun affare
L’ex premier punzecchiato dalle «Iene» prova a difendersi: facevo solo promozione E Lorenzo Guerini lo scarica in parlamento: il governo era all’oscuro sulle trattative in Colombia.
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L’ex premier punzecchiato dalle «Iene» prova a difendersi: facevo solo promozione E Lorenzo Guerini lo scarica in parlamento: il governo era all’oscuro sulle trattative in Colombia.
Mazzotta affida a «Repubblica» una difesa piena di omissioni su di sé e sul ruolo di D’Alema nell’affare armi. Il broker Amato alla «Verità»: fu il presidente a dirci dello studio Allen. Pressioni mafiose sulla Cassa rurale.
Fu Giancarlo Mazzotta a fare all’ex premier il nome dello studio Allen per chiudere l’accordo sulle armi. Accusato anche di reati fiscali, abusi edilizi e di aver cercato di corrompere due poliziotti provinciali.
Nel gruppo di lavoro dei mediatori colombiani che negoziavano con Max c’era pure un ex guerrigliero che uccise due sindacalisti.
Carte intestate farlocche e nomine inesistenti: così i due broker italiani, in Colombia, avrebbero cercato di chiudere l’affare con le aziende di Stato grazie alla mediazione dell’ex premier. L’ambasciatore Piazzi alla «Verità»: nessun patrocinio, li denuncio.
Nei messaggi Signal, l’ex premier diceva ai broker italiani: «Non fate mandare carte dalla Colombia a Leonardo e Fincantieri». Altrimenti avrebbe perso le provvigioni. Riunione farsa con Profumo e Giordo.
L’uomo dell’audio è un paramilitare colombiano condannato anche per più omicidi (ma graziato). Il mediatore Emanuele Caruso alla «Verità»: le aziende parlavano tramite il presidente e i suoi collaboratori.
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