codice penale

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«Il Codice penale è firmato dal Duce ma la sinistra non vuole cambiarlo»
Nel riquadro, il ministro della Giustizia Carlo Nordio (Imagoeconomica)
Il ministro Nordio: «E poi pretende dichiarazioni anti regime... ». Avs e Pd insorgono.

Non si placano le polemiche dopo il caso «patentino antifascista», chiesto agli editori dalla fiera Più libri più liberi, sulla presa di posizione del premier Giorgia Meloni che domenica ha parlato di censura sottolineando che «per la sinistra si è liberi di dire quel che loro permettono di dire». Gli organizzatori della manifestazione, che vede riuniti i rappresentanti della piccola e media editoria, avevano subito chiarito che non si tratta di «censura ma di chiarezza sui principi costituzionali e democratici», sottolineando però la necessità di «un ulteriore attento approfondimento».

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Vassalli voleva la separazione delle carriere
Giuliano Vassalli (Ansa)
Anche se «Repubblica» nega impunemente la sua esistenza, un’intervista di 39 anni fa al «Financial Times» rivela la visione del padre del nuovo Codice penale. Per il giurista, l’«enorme potere» delle toghe ci rende un Paese «a sovranità limitata».

Questa è la storia di quel che potrebbe sembrare quasi un tentativo di depistaggio. Il tema sono il referendum sulla riforma della separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, e soprattutto le parole pronunciate 39 anni fa sulla materia dal grande giurista Giuliano Vassalli.

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L’intesa bipartisan nella lotta agli stupri rende colpevoli fino a prova contraria
(IStock)
Si rischia una norma inapplicabile, con effetti paradossali sui rapporti sessuali ordinari e persino all’interno delle coppie.

Grazie all’accordo «bipartisan» Meloni-Schlein è stato approvato in commissione giustizia della Camera, il 12 novembre scorso, il progetto di legge a firma dell’onorevole Laura Boldrini e altri, recante quello che, dopo la probabile approvazione definitiva in Aula, dovrebbe diventare il nuovo testo dell’articolo 609 bis del codice penale, in cui è previsto il reato di violenza sessuale. Esso si differenzia dal precedente essenzialmente per il fatto che viene a essere definita e punita come violenza sessuale non più soltanto quella di chi, a fini sessuali, adoperi violenza, minaccia, inganno, o abusi della sua autorità o delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa (come stabilito nella vigente formulazione della norma), ma anche quella che consista soltanto nel compimento di atti sessuali «senza il consenso libero e attuale» del partner.

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I cittadini vanno protetti, ma creare nuovi reati è un precedente rischioso
Imagoeconomica
Vedendo le incriminazioni in arrivo nel Regno Unito e anche quelle in Paesi europei su temi delicati come i protocolli sanitari, il timore è che un governo diverso usi finte emergenze per colpire chiunque.
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La Carta permette a tutti di esprimersi anche se fanno dei «discorsi d’odio»
(Ansa)
La Costituzione non stabilisce confini a ciò che si può dire Certe cose saranno disdicevoli, però non possono essere reati.
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