Ora i Maga non cadano in trappola limitando la libertà di espressione
L’idea di perseguire chi infanga l’attivista caduto contraddice la lotta per il free speech.
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L’idea di perseguire chi infanga l’attivista caduto contraddice la lotta per il free speech.
Da Saviano a Odifreddi passando per la Costamagna, chi infanga il pasionario trumpiano, da morto, lo ignorava da vivo. E oggi cita frasi mai pronunciate dal giovane freddato durante un comizio. Basta bufale: Kirk non odiava le donne, i neri…
Altro che «svalvolato», il militante woke ha perseguito il suo piano ideologico a colpi di fucile. E al compagno trans ha rivelato: «Ci penso da una settimana». Obama intanto dà una lezione al Pd: «Bisogna condannare».George Zinn si era autodenunciato…
Il portavoce della Santa Sede riferisce la posizione di Leone XIV, comunicata al nuovo ambasciatore Usa in Vaticano: «La violenza politica lo preoccupa, e pensa sia necessario astenersi dalla retorica e dalle strumentalizzazioni che portano alla polarizzazione».
Senza alcuna prova, e a dispetto dei messaggi espliciti sui proiettili, va di moda sostenere che il killer fosse di destra. E che, comunque, chi spara è il fascio.
Il presidente della Repubblica ricorda Willy Monteiro Duarte e tra le righe manda un messaggio ai progressisti esagitati: datevi una regolata. Ma non ce la fanno: se a morire è un loro avversario, fioccano i distinguo e persino le giustificazioni.
Da «Repubblica» e «La Stampa» pacati inviti ad abbassare i toni dopo l’attentato che ha ucciso Kirk. Una saggezza che contrasta con l’aggressivo linguaggio usato contro i sovranismi o in era pandemica.
Massimo Cacciari: «Purtroppo c’è sempre la moda di contrapporre morti di serie A e di serie B Se l’unica soluzione proposta per Kiev e Gaza è un altro conflitto, poi non stupiamoci».
Finita la caccia al killer dell’attivista Usa: è un ragazzo di 22 anni, convinto dal padre a consegnarsi. Sui bossoli inutilizzati le scritte: «Fascista, prendi questo!» e il ritornello del canto.
L’assassinio negli Usa del giovane attivista conservatore mostra che certa cultura progressista, mentre lancia allarmi sulla tenuta della democrazia, è la prima a minarla. E intona il coretto del «se l’è cercata».
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