La censura su Fedez a «Belve» c’è stata. Ma arriva da Coletta e non dai meloniani
Il rapper e Chiara Ferragni «incasinarono» il Festival al direttore di derivazione dem, che è ancora in Rai e ha la memoria lunga.
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Il rapper e Chiara Ferragni «incasinarono» il Festival al direttore di derivazione dem, che è ancora in Rai e ha la memoria lunga.
L’esponente di Fdi: «Il successo del volume di Vannacci testimonia che gli italiani ne hanno abbastanza delle censure dem».
Distrutto il bancone della casa editrice della sigla vicina al centrodestra. Intanto il direttore della kermesse Nicola Lagioia e il suo successore, Annalena Benini, difendono ancora chi ha impedito a Eugenia Roccella di parlare.
I file resi pubblici da Elon Musk svelano il controllo sistematico operato dal social. Tra le vittime l’epidemiologo di Harvard che contestava le autorità Usa. E chi smentiva l’allarmismo sulla letalità del virus nei bambini.
Zuckerberg ammette di aver censurato, su richiesta dell’Fbi, lo scoop sul laptop di Hunter in concomitanza delle elezioni del 2020. Pubblicato il mandato del blitz contro Trump, ma è pieno di omissis. Intanto, Sleepy Joe offende i seguaci del tycoon:…
Da due anni assistiamo al bando delle informazioni contrarie alla narrazione dominante su virus e vaccini, bollate come «fake news». Il bavaglio è stato giustificato in nome della salute pubblica. Ma resta un inganno.
Il protagonista de Il satiro parlante: «Il moralismo d'accatto che ci circonda m'ispira, sono un saltatore d'ostacoli. Trovo ipocriti i colleghi che elencano tutti i casi di censura. Fedez? Lì forse pure troppa libertà».
Il ceo della piattaforma parla dopo il blocco del tycoon e rivela i progetti futuri: un modello decentralizzato, come quello delle criptovalute. Il fondatore del colosso si oppone all'obbligo di tracciamento delle transazioni.
Sul social proliferano pagine blasfeme, antisemite, o piene di insulti a Salvini e ai suoi elettori. Attivi, nonostante le segnalazioni, pure i profili dei trafficanti di esseri umani. Si oscura solo chi è di destra.
All’Oms il testo è stato svuotato (pure grazie a Roma) dei passaggi più controversi. Ma rimangono ambiguità anche su conflitti d’interessi e sperimentazioni pericolose.
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