Si avvicina la festa di Halloween e per quanto si sia scettici su questo "rito" d'importazione la ricorrenza ormai si è imposta. Speriamo di bruciare in quella notte i fantasmi della pandemia. Detto questo sarà bene ricordare che gli americani – lo hanno fatto abilmente con Babbo Natale – non si sono inventati nulla: la notte delle zucche viventi è semmai un antichissimo retaggio celtico innervatosi sulla tradizione cattolica di Ognissanti e ha come scopo la celebrazione della fine dell'estate con la promessa di una rinascita.
Saporita ricetta autunnale per questa domenica celebrando un ortaggio che di solito viene snobbato e che invece è un toccasana: il cavolfiore. Come tutte le brassicacee – dai broccoli, al fiolaro, dal cavoletto di Bruxelles fino al cavolo in foglie e alle verze – è ricchissimo di vitamine e sali minerali (tra le vitamine c'è anche la K che aiuta la concentrazione e protegge il sistema nervoso) povero di calorie – solo 25 per etto e se lo mangiate lesso con appena un filo d'olio la dieta ne sarà lieta – è un toccasana per la stagione invernale perché aiuta il sistema respiratorio.
Proponiamo in questa domenica ottobrina, quando l'aria pare vetro lucente, una preparazione campestre. Protagonisti sono i fagioli cannellini, i soli davvero bianchi che si coltivano. Prendeteli di prima qualità. Impariamo a cucinare con pochi ingredienti, ma tutti di altissimo profilo. Come la pasta che usiamo di semola di grano (senatore) Cappelli il vanto della nostra cerealicoltura.