Non gli sono bastati l’obbligo di richiedere un’autorizzazione comunale per ogni singolo appartamento destinato ad affitto breve, il blocco delle nuove locazioni nel centro storico e le sanzioni amministrative che arrivano fino a 10.000 euro.
Così come non sembra sufficiente l’alta probabilità che a stretto giro (la giunta ha già approvato una delibera) i vincoli e i paletti (camere singole e cucine da almeno 9 metri quadrati, norme rigide sull’impatto acustico ecc) vengano estesi ad altre 500 e passa strade della cosiddetta “prima cintura” urbana. No a Firenze, la sinistra vuole di più e quel di più è scappato in modo consapevolmente semi-ufficiale al vicepresidente del Consiglio Comunale a Vincenzo Pizzolo.
Il rappresentante del gruppo consiliare AVS-Ecolò che un paio di giorni fa, nel corso di un’accalorata riunione della Commissione Sviluppo, ha apertamente dichiarato la disponibilità dei suoi a sostenere forme di requisizione delle case sfitte. «...Non so se suggerivano una forma di requisizione delle case sfitte», ha replicato a un intervento di alcuni colleghi in aula, «nel caso noi come gruppo consiliare siamo favorevoli, a livello parlamentare abbiamo anche fatto una proposta di legge». Boom.
Quanto c’è da tremare? Per quanti giorni un legittimo proprietario di casa può lasciare il suo immobile «vuoto» prima che arrivi l’esproprio di Stato? Alla fine sarà prevista un’indennità, un risarcimento o neanche quello?
Di primo acchito sembra una provocazione, ma visto che Pizzolo non è un passante ma un rappresentante autorevole della maggioranza di governo in città, è difficile derubricare la faccenda a boutade. E visto che già oggi il capoluogo toscano fa da battistrada nel Paese rispetto alla nuova battaglia rossa contro gli affitti brevi, la cosa diventa seria.
E seriamente la prende anche il vicepresidente del consiglio comunale fiorentino, lato opposizione, Alessandro Draghi di Fdi. «Credo sia allucinante», spiega alla Verità, «proporre di requisire le case sfitte dei nostri concittadini, nemmeno il Venezuela di Maduro era giunto a tanto. La proposta di legge di Avs sulla patrimoniale la conoscevo, la pirateria no! Forse il consigliere Pizzolo è stanco ed ha voglia di vacanze, gli suggerirei Pyongyang, dove magari le sue idee dell’abitare attecchiscono di più».
E a dimostrazione che Venezuela e Corea del Nord possono essere meno distanti di quanto si pensa, va presa sul serio anche la seconda parte dell’esternazione di Pizzolo. A cosa si riferisce l’avvocato di Avs quando dice che «a livello parlamentare abbiamo già fatto una proposta di legge...»?.
Basta fare qualche passo indietro con la memoria per ricordare che non molti mesi fa (eravamo a ottobre 2025), Pd, Avs e M5s avevano presentato quello che potremmo definire l’anti piano Casa che prevedeva la «requisizione temporanea, non per la piccola proprietà, ma per i grandi speculatori che tengono immobili sfitti».
I testimonial della proposta a Montecitorio erano Marco Furfaro, elemento di spicco del Partito Democratico, Marco Grimaldi, pro-Pal di Alleanza Verdi e Sinistra, e Agostino Santillo del Movimento 5 Stelle. «Non è estremismo, piuttosto giustizia abitativa», evidenziava Grimaldi. «Vogliamo trasformare la casa in un diritto reale», sentenziava Furfaro, «perché avere un tetto sopra la testa non è un lusso ma la base della dignità, della sicurezza di ogni persona».
Parole in libertà dietro alle quali si nascondeva un principio decisamente illiberale: il censimento delle case degli italiani con minacce di requisizioni degli immobili vuoti. Oggi Furfaro, Grimaldi e Santillo sono all’opposizione, quindi la proposta resterà sulla carta. Ma domani?
Del resto c’è poco da essere sorpresi. A indicare la direzione dell’esproprio ci ha pensato da tempo fa uno dei nuovi punti di riferimento della sinistra. Da anni ormai Ilaria Salis spiega tra gli applausi dei suoi che «chi entra in una casa disabitata prende senza togliere a nessuno, se non al degrado, al racket e ai palazzinari». «Anche perché», prosegue, «vivere in una casa occupata non è una svolta, non è qualcosa da furbetti. È logorante».
Diciamo che il consigliere fiorentino Pizzolo, ma anche Pd, Avs e Movimento 5 Stelle non stanno facendo altro che estendere i concetti della maestra «ungherese» ad libitum. Dal blocco degli sfratti, dalla resistenza agli sgomberi e dalle pratiche collettive dell’occupazione di case sfitte, siamo passati all’esproprio di Stato.
A ben guardare, la naturale evoluzione della deriva illiberale della sinistra di Elly Schlein.



