Sangiuliano ministro e Rossi kingmaker. Addio alla Rai del Pd
La maggioranza giocherà di sponda. Fabio Fazio si prepara a recitare la parte della vittima. Monica Maggioni cerca una via d’uscita.
La maggioranza giocherà di sponda. Fabio Fazio si prepara a recitare la parte della vittima. Monica Maggioni cerca una via d’uscita.
Maxi compenso al comunista con il Rolex per sparare a zero sulle «classi subalterne» che si ostinano a votare Matteo Salvini.
L’Agcom contro il duello a Porta a porta riservato alla leader di Fdi e al segretario dem: «Così si viola la par condicio».
Il giornalista: «Il banco non salterà dopo le europee, al massimo dopo le amministrative del prossimo anno. Silvio Berlusconi? Coraggioso. Ma l'esecutivo dei responsabili non mi piace. Draghi? Potrebbe andare al Quirinale».
Fratelli d’Italia lascia fuori Guido Crosetto, che potrebbe rientrare nel governo. Andrea Ruggeri, nipote di Bruno Vespa, escluso da Fi. Nel Carroccio non trova posto l’ex Copasir Raffaele Volpi. Mentre per gli ex renziani del Pd nessun ripescaggio.
Bruno Vespa ha intitolato «Rivoluzione» il suo racconto su quanto accaduto in Italia prima e dopo le elezioni del 4 marzo. Un viaggio lungo un anno che ha ribaltato il panorama politico e dato vita alla terza repubblica.
Il giornalista viticoltore: «Non c’è dualismo con l’ambiente, per dare un futuro ai nostri figli dobbiamo coltivare ogni centimetro quadrato. Con il virus Bruxelles ha latitato, ora si muove. Ma temo che la guerra sarà lunga».
Il Corriere rilancia il libro di Bruno Vespa: un agente dell'intelligence tentò di convincere Lorenzo Cesa a favorire la permanenza del grillino a Palazzo Chigi. E conferma le accuse della Stampa. Già sostituiti molti 007, ma anche il Parlamento dovrebbe…
Il giornalista, fresco dell'ultimo libro sul Quirinale: «Per la prima volta Lega, Fi e Fdi sono decisivi per eleggere il capo dello Stato». Il bis di Mattarella? «Il mandato sarebbe pieno, non si può fare un contratto a tempo». Sul…
Il programma più godibile, «Techetechete», ripropone le performance di Baudo, Mina e la Carrà. Il presente scorre senza lasciare il segno, la televisione non è più la piazza principale ma soltanto un media laterale.
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