«Castelbianco spese 670.000 euro per i raccomandati dalla Boda»
Pure il nipote di Giovanni Falcone segnalò un nome all’ex dirigente del ministero dell’Istruzione.
Pure il nipote di Giovanni Falcone segnalò un nome all’ex dirigente del ministero dell’Istruzione.
Chiesto il sequestro di 3 milioni all’editore: è il prezzo della presunta corruzione di Giovanna Boda per pilotare i bandi del ministero.
Chiamati per eventi del Miur legati a Shoah, Foibe, donne, mafia. L’interrogatorio di Giovanna Boda: «Bisognava trovare un modo per...».
Altre accuse per Federico Bianchi di Castelbianco, già ai domiciliari nel filone su Giovanna Boda. Tra i regali pure la ristrutturazione di casa.
La dirigente del Miur, intercettata con l'editore Castelbianco prima delle perquisizioni, era in cerca di aiuto per piazzare due soggetti segnalati dal ministro dell'Istruzione e pure la cognata dell'ex ministro: «Il problema è che questa sta a Firenze...».
L'imprenditore ha risposto alle domande del giudice e del pm: nessuna corruzione, ma solo generosità. Ammissioni pure sulle riunioni al Miur. In un video, dopo il nostro scoop, aveva negato di aver pagato.
Il gruppo creato dalla Boda per i lavori affidati all'imprenditore. Agli atti i nomi di funzionari del dicastero e di dirigenti scolastici.
Nelle carte sul Miur le chat sul cognato di Cafiero De Raho assunto dall’imprenditore Bianchi. L’incontro con Palamara.
In un’intercettazione l’imprenditore Vincenzo Solaro e il portaborse Antonio Russo dicono: «Uno importante del corpo diplomatico ha dato 640.000 euro alla dirigente e lei li ha depositati...». I due facevano riferimento al figlio dell’indagato Federico Bianchi di Castelbianco.
Formulo la presente in nome e per conto del mio assistito, Lirio Abbate, per rappresentare quanto segue ai fini dell'esercizio del diritto di rettifica e di tutela dell'onore e della reputazione personale e professionale del mio assistito, gravemente compromessi dall'articolo…
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