Nuove prove di finanziamenti di lunga data da parte del governo degli Stati Uniti a oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi sono stati forniti in questi giorni da Tulsi Gabbard, il direttore dimissionario dell’Intelligence nazionale (Dni).
Di questi laboratori, oltre 40 risultano in Ucraina. La rivelazione è supportata da documenti a cui è stato rimosso il livello di segretezza. Vengono elencati decine e decine di laboratori, deposito di armi biologiche e dove si maneggiano agenti patogeni responsabili di malattie quali antrace, ebola, Sars, peste.
La mossa di Tulsi Gabbard è arrivata pochi giorni prima della sua uscita di scena dal Dni, un ufficio intergovernativo istituito per coordinare la condivisione di informazioni tra la vasta comunità dell’intelligence statunitense. Dal suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025, Donald Trump ha affrontato la questione della scarsa visibilità e supervisione dei laboratori di ricerca del «gain of function», il guadagno di funzione che prevede la manipolazione genetica di organismi, spesso virus, per valutare gli effetti dell’aumento di patogenicità, trasmissibilità, capacità di eludere il sistema immunitario.
Il primo passo era stata la firma da parte di Trump dell’ordine esecutivo 14292, per porre fine ai finanziamenti federali «della pericolosa ricerca». L’operazione trasparenza va avanti. «L’Office of the director of National intelligence (Odni) continuerà a lavorare con i partner in tutta l’amministrazione per identificare dove si trovano questi laboratori, quali patogeni contengono e quale tipo di “ricerca” viene condotta», ha fatto sapere Gabbard con un post su X.
Nel comunicato stampa ufficiale dell’intelligence si parla espressamente di un programma Global biolab reso possibile «con fondi dei contribuenti statunitensi». Fino ad ora, si legge, «le prove relative alla reale esistenza e al finanziamento di questi laboratori sono state consapevolmente occultate al popolo americano». Il comunicato dell’Intelligence non si limita a formulare ipotesi, ci sono accuse alla precedente amministrazione e a uno dei massimi responsabili della gestione della pandemia.
«Nonostante l’evidente potenziale impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere, politici, cosiddetti professionisti della salute come il dottor Fauci ed entità all’interno del team per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden hanno mentito al popolo americano sull’esistenza di laboratori biologici finanziati e supportati dagli Stati Uniti, e hanno minacciato coloro che hanno tentato di svelare la verità», si legge nel documento.
Anthony Fauci, fino al 2022 potente direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid) che fa capo ai National Institutes of Health (Nih), ha sempre negato davanti al Congresso di avere finanziato studi legati al gain of function. Eppure sono emerse cospicue sovvenzioni a EcoHealth Alliance, un’organizzazione con sede negli Stati Uniti presieduta dall’esperto di zoonosi Peter Daszak, che con il sostegno del Niaid aveva utilizzato denaro federale per finanziare la ricerca sui coronavirus e i pipistrelli presso il laboratorio cinese di Wuhan, potenzialmente all’origine della pandemia.
Fauci, consulente di Joe Biden per il Covid, l’ha fatta franca perché il giorno prima di lasciare l’incarico l’ex presidente gli ha concesso la grazia preventiva per le azioni compiute durante la pandemia. Guarda caso, i collegamenti con l’ex presidente tornano nei documenti sui laboratori finanziati in Ucraina.
Il Programma di riduzione delle minacce biologiche (Btrp) del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti «ha investito circa 200 milioni di dollari in Ucraina dal 2005, supportando 46 laboratori, strutture sanitarie e centri diagnostici […] Il Btrp ha migliorato la biosicurezza, la sicurezza e la sorveglianza dell’Ucraina sia per la salute umana sia per quella animale», faceva sapere la Casa Bianca l’11 marzo 2022.
Per conoscere nel dettaglio che cosa venne fatto in quegli anni c’è la corposa «Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle circostanze relative alla creazione di laboratori biologici da parte di specialisti statunitensi sul territorio dell’Ucraina», presentata a Mosca il 1° giugno 2023. Scopriamo che le «prime strutture biologiche ammodernate per poter gestire agenti patogeni pericolosi», grazie a finanziamenti americani, furono i laboratori biologici della stazione sanitario-epidemiologica centrale della città di Kiev, della città di Odessa e dell’istituto di ricerca di epidemiologia e igiene della città di Leopoli.
Nel 2013, gli americani avevano riattrezzato le strutture in città come Vinnitsa, Ternopol, Uzhgorod, Kyiv, Lugansk, Dnipropetrovsk, Simferopol e Kherson. «A Leopoli furono aperti contemporaneamente tre laboratori biologici». Nel 2014, i laboratori biologici modernizzati dagli americani in Ucraina erano saliti a 20. «Dopo il colpo di stato a Kiev nel febbraio 2014 […] l’attuazione di progetti biologici sotto l’egida degli Stati Uniti in Ucraina si è intensificata», si legge nel rapporto russo. Migliaia di campioni biologici sarebbero stati inviati negli Stati Uniti «con grande rischio».
Mosca ha sempre sostenuto che il fondo di investimento Rosemont Seneca Partners, presieduto da Hunter Biden, figlio dell’ex presidente degli Stati Uniti, risulta strettamente affiliata alle società Metabiota e Black and Veach, note per essere appaltatori ufficiali per la fornitura di attrezzature ai biolaboratori, e i nuovi documenti lo confermano. Dal 2008, Black & Veatch collabora con il Pentagono a progetti di studio su potenziali agenti per armi biologiche. Metabiota e CH2M Hill figurano tra i principali appaltatori dell’esercito statunitense in Ucraina.



