La Verità

BELPIETRO EDITORIALE

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Per il Movimento uno vale uno, o vale Trenta?

Quando Elisabetta Trenta fu nominata ministro della Difesa nel primo governo guidato da Giuseppe Conte, ci chiedemmo a quale santo in paradiso fosse dovuta la sua ascesa nell'olimpo della politica. Una sconosciuta a capo dell'Esercito non è cosa da tutti…

Ai giallorossi non piace chi scova gli evasori

Mentre l'esecutivo Conte promette una stretta contro i furbetti, il direttore dell'Agenzia delle entrate finisce nella lista nera. Antonino Maggiore non ha avuto paura dei colossi del Web e nemmeno degli Agnelli. Ma rischia di essere sostituito dal renziano Ernesto…

Conte spenna le famiglie con colf e badante

L'assurda iniziativa contro chi ha un collaboratore domestico è solo l'ultimo assalto alle nostre tasche. Per Unimpresa, con tre anni di grillocomunisti al potere il monte di balzelli e contributi richiesti schizzerà a 890 miliardi. Smascherata la farsa di Giuseppe…

Conte o non Conte, sarà un Renzi bis

L'esecutivo horror ha il dna del Bullo. Mentre i barconi tornano all'orizzonte, si spreca l'elenco delle promesse: dal raddoppio degli 80 euro, alle scuole gratis. E pensare che il Rottamatore una settimana fa cianciava di crisi.

C’è anche un giudice che non coccola le Ong

Il Tar respinge il ricorso della Sea Watch contro il decreto Sicurezza bis: la nave carica di migranti non può entrare in acque italiane. Chiusi i porti, resta il nodo dei clandestini rispediti qui dal Nord Europa, quelli per i…

Sul caso Siri l’ex direttore Mieli smentisce il «Corriere della Sera»

Il quotidiano aveva sparato l'intercettazione contro il sottosegretario leghista: «Ci è costato 30.000 euro», che La Verità ha rivelato essere falsa. Ora l'ex direttore del giornale ammette che probabilmente i soldi non sono neanche stati promessi. Ma insiste: deve lasciare.

Mezzo milione di morti dopo scoprono che la guerra è persa

Giornalisti e politici, da Alan Friedman a Pier Ferdinando Casini, per anni hanno sostenuto a gran voce la «resistenza ucraina» invocando l’invio di armi. Adesso, senza fare un plissé, dicono che è «ovvio» che Kiev non può vincere.