Segnale alle banche: in frigo la riforma delle «sofferenze»
Per evitare gli attriti con gli istituti, il governo frena sulla legge sui crediti deteriorati. Su cui anche Fitch ha espresso criticità.
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Per evitare gli attriti con gli istituti, il governo frena sulla legge sui crediti deteriorati. Su cui anche Fitch ha espresso criticità.
Unipol spinge per il 20% di Pop Sondrio. Mps in frigo e il terzo polo con Bper si avvicina.
Il vicepremier sposa la tesi del quotidiano: «I nostri bond a rischio». Ma non ha senso.
Il padre di «Dagospia»: «Compra il suo libro, zeppo di buonsenso, chi è stufo di sentir parlare sempre di diritti delle minoranze. Giorgia Meloni non può difenderlo, in Europa la punirebbero. E questo per lei è un problema».
Il governo lavora a una legge che permetta di saldare i debiti a prezzi ridotti per aiutare famiglie e imprese. Ma toccare il mercato dei crediti deteriorati metterà in allarme gli investitori internazionali. Ripercussioni?
Giulio Tremonti: «Il Dragone unisce il peggio di comunismo e capitalismo. L’Occidente ha ridotto le regole e dato troppo potere alle banche centrali. I mutui subprime? Sono stati un contentino per la classe media distrutta».
Il gruppo non ha preso parte ai negoziati. Gli altri attori coinvolti però fanno pressing. Crédit Agricole fornirà la linea di credito.
L’Alleanza ipotizza cessioni alla Russia in cambio dell’ingresso nel Patto. E da Londra e Berlino segnali di frenata per Volodymyr Zelensky.
Dagli sbarchi alla ricostruzione: su ogni tema il presidente di Regione oscura la leader del suo partito.
Nella Ue il rapporto tra remunerazione dei clienti e aumenti della Bce è del 20%: da noi appena dell’11%. Significa che tra luglio 2022 e il maggio scorso gli istituti italiani hanno «lucrato» circa il doppio della media.
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