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Crociata degli atei, Sant’Agata vietata ai bimbi
Il busto reliquiario di Sant'Agata a Catania (Getty Images)
L’Unione degli Atei e degli Agnostici sbraita per la visita, organizzata dalla scuola di Zafferana Etnea, alla patrona di Catania. Il preside cancella l’evento, le autorità religiose e politiche stanno zitte. Le stesse che strepitano contro Valditara per lo stop alle teorie Lgbtq negli istituti.
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Gli «atei» celebrano il «loro» Papa. Francesco, il santo dei progressisti
Papa Francesco (Ansa)
A un anno dalla morte, i giornali mainstream affollano le pagine di aneddoti agiografici e prese di posizione che ritraggono il presunto Bergoglio «rivoluzionario». Di quello pro vita e anti gender invece nessuna traccia.

Da giorni, a un anno dalla sua morte, 21 aprile 2025, assistiamo alle rievocazioni della figura di papa Francesco. Rievocazioni monocordi e poderose al punto da oscurare, per spazio ed enfasi, il contemporaneo viaggio che Leone XIV, il quale ieri l’ha ricordato a sua volta, sta compiendo in Africa. Si tratta perlopiù di ricostruzioni orientate che stupiscono solo in parte, considerato il carattere divisivo del magistero bergogliano e il dibattito in atto sulla vera eredità del «vescovo di Roma venuto quasi dalla fine del mondo».

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Il matrimonio è sacro anche per chi non crede
Roger Scruton (Getty Images)
Secondo Roger Scruton, solo una stretta minoranza ha apprezzato e beneficiato dell'amore «libero». Inoltre, aver trasformato il sesso in una risorsa individuale, da sfruttare a proprio vantaggio, ha minato le basi dell'ordine sociale.
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Dio sa che siamo pieni di difetti. È per questo che ci invita in chiesa
Ansa
Secondo Francesco «è meglio essere atei, che cristiani ipocriti» che vanno sempre a messa. Eppure i sacramenti sono un aiuto senza il quale chi sbaglia non può farcela. E i peccati mortali sono ben altri.
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Il Papa bastona i suoi: «Meglio essere atei che cristiani ipocriti»
Ansa
Nuova uscita choc di Jorge Bergoglio. Ancora una volta il Pastore se la prende con le pecore che non si piegano all'accoglienza. Per lui, da condannare al limite della cacciata sono quei cristiani che non si arrendono alla globalizzazione delle anime, che rimangono perplessi davanti alla fabbrica di povertà che sono le migrazioni a senso unico, che hanno il senso della storia occidentale e dell'identità dei padri.
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