Liberi di devastare: la sinistra violenta non suscita lo sdegno
La grancassa mediatica batte solo per i fascisti, per lo più immaginari. E solo ora si scopre il «mostro» Forza nuova.
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La grancassa mediatica batte solo per i fascisti, per lo più immaginari. E solo ora si scopre il «mostro» Forza nuova.
«Non partecipo al rito della solita condanna della violenza, parole inutili. Gli imprenditori mi scrivono criticando il pass».
Sui social, intellettuali e docenti ridono del libro di Giorgia Meloni messo a testa in giù. Pochi casi limite? No, i segnali sono tanti: a sinistra c'è un'epidemia di destrofobia.
Il violinista Uto Ughi: «Dopo la guerra, con la scusa dell'antifascismo, certi autori sono stati censurati, facendoci perdere l'identità».
Dai romanzi di Antonio Scurati alla docufiction con Sonia Bergamasco, a sinistra sfruttano l'interesse del pubblico per il Ventennio.
Il sindaco, che punta a un altro mandato, deve accreditarsi a sinistra: perciò rinomina strade e metro, attacca Casapound e con «Repubblica» parla solo di Ventennio. Intanto la Capitale precipita nel degrado.
Il massacro ridà fiato alla paranoia progressista, dagli articoli sulla «internazionale nera» al regolamento antifascista di Giuseppe Sala.L'ultima prova di forza di Angela Merkel: far sciogliere i populisti di Afd. Malgrado l'attentatore di Hanau fosse affetto da «patologia psicotica grave»,…
Lo storico che presiede la fondazione Vittoriale: «Il rischio di fascismo non esiste, le minacce da temere sono altre. A cominciare da quella religione civile, imposta nel Dopoguerra, che ora resuscita fantasmi dal nulla...».
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