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Separazione delle carriere: quando Matteotti diceva «Sì»
Al centro, Giacomo Matteotti. Nel riquadro il suo articolo del 1919 su «Rivista penale» (Getty Images)

Il giurista e deputato socialista nel 1919 elaborò la sua visione garantista in un articolo critico sulla riforma del processo penale. Il pm e il giudice dovevano avere due percorsi separati per evitare la «fabbrica delle condanne» creata dal controllo politico sulla magistratura.

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Il controllo politico sulle toghe c’è già. E rimarrebbe con la vittoria del No
Propaganda per il No al referendum Giustizia. Nel riquadro: Carmelo Rinaudo, ex presidente di sezione del Tribunale penale di Roma (Imagoeconomica)
Molte delle ostilità alla riforma riguardano il governo e non il merito della legge. Ma lasciare tutto com’è significa legittimare le correnti e la loro capacità di orientare comportamenti e carriere dei magistrati.

Nell’affrontare pacatamente il quesito referendario confesso di non comprendere quale possa essere il vero fine perseguito dai sostenitori del No, pur dubitando che una loro così accorata, veemente e, talune volte, scomposta opposizione vi sarebbe ugualmente stata nel caso in cui la proposta di riforma fosse provenuta da un governo di diverso colore politico.

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(Ansa)

Il 13 dicembre 2025 i pannelli del soffitto si staccano e vengono mantenuti con delle stecche. Il video è agli atti dell'inchiesta sul rogo di Crans-Montana in cui sono morte 40 persone, di cui 6 italiane. Quei pannelli hanno preso fuoco mentre Cyane (la dipendente con il casco che si vede nel video) sulle spalle di un collega serviva lo champagne con le candele luminose nelle bottiglie, un rituale che veniva spesso ripetuto come ha confermato negli interrogatori il proprietario Jacques Moretti. Sotto esame anche le uscite di sicurezza bloccate: una con chiavistello, l'altra con uno sgabello. In entrambi i casi Moretti ha puntato il dito contro clienti e dipendenti.

L’Anm agisce come un cattivo pm: fa il processo alle intenzioni
(Imagoeconomica)
Si sostiene che la separazione delle carriere sia un primo passo per poi assoggettare la magistratura ai politici. Perché il centrodestra dovrebbe rimandare al futuro questo presunto disegno, visto che ha la maggioranza?

Gli interventi sul referendum della giustizia si stanno moltiplicando e offrono continui spunti di riflessione. E, dopo un inizio che sembrava quasi a senso unico, molti colleghi, orientati a votare Sì, stanno legittimamente esprimendo la loro opinione e sviluppando le loro argomentazioni. È un bene per chi vuole approfondire e votare con consapevolezza.

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Giovani fragili, il patriarcato però c’entra poco. Fa danni l’ideologia
(IStock)
  • La psicologa Laura Pigozzi: «Il bambino per crescere non ha bisogno di una presenza troppo assidua. Oggi la donna tende a prendere su di sé anche il ruolo del padre. E pure in politica si “allattano” i cittadini come fossero infanti».
  • Lo scrittore Walter Siti: «I genitori proteggono i figli dai rischi sbagliati: regalano loro un telefonino a 8 anni per sapere dove si trovano e così li espongono a ogni genere di pornografia. I cortei in piazza non invertiranno la deriva».

Lo speciale contiene due interviste.

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