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«L’attentato di Modena è terrorismo»
L'auto di Salim El Koudry poco dopo l'attacco di Modena. Nel riquadro, Claudio Bertolotti (Ansa)
Il direttore dell’Osservatorio React Claudio Bertolotti: «Le turbe mentali non escludono questa definizione, la spiegano. Anche se non si fa parte di una vera e propria organizzazione. Lo Stato islamico rivendica quando ci sono vittime».
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«L’attentato di Modena è terrorismo»
L'auto di Salim El Koudry poco dopo l'attacco di Modena. Nel riquadro, Claudio Bertolotti (Ansa)
Il direttore dell’Osservatorio React Claudio Bertolotti: «Le turbe mentali non escludono questa definizione, la spiegano. Anche se non si fa parte di una vera e propria organizzazione. Lo Stato islamico rivendica quando ci sono vittime».
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Separazione delle carriere: quando Matteotti diceva «Sì»
Al centro, Giacomo Matteotti. Nel riquadro il suo articolo del 1919 su «Rivista penale» (Getty Images)

Il giurista e deputato socialista nel 1919 elaborò la sua visione garantista in un articolo critico sulla riforma del processo penale. Il pm e il giudice dovevano avere due percorsi separati per evitare la «fabbrica delle condanne» creata dal controllo politico sulla magistratura.

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Il controllo politico sulle toghe c’è già. E rimarrebbe con la vittoria del No
Propaganda per il No al referendum Giustizia. Nel riquadro: Carmelo Rinaudo, ex presidente di sezione del Tribunale penale di Roma (Imagoeconomica)
Molte delle ostilità alla riforma riguardano il governo e non il merito della legge. Ma lasciare tutto com’è significa legittimare le correnti e la loro capacità di orientare comportamenti e carriere dei magistrati.

Nell’affrontare pacatamente il quesito referendario confesso di non comprendere quale possa essere il vero fine perseguito dai sostenitori del No, pur dubitando che una loro così accorata, veemente e, talune volte, scomposta opposizione vi sarebbe ugualmente stata nel caso in cui la proposta di riforma fosse provenuta da un governo di diverso colore politico.

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(Ansa)

Il 13 dicembre 2025 i pannelli del soffitto si staccano e vengono mantenuti con delle stecche. Il video è agli atti dell'inchiesta sul rogo di Crans-Montana in cui sono morte 40 persone, di cui 6 italiane. Quei pannelli hanno preso fuoco mentre Cyane (la dipendente con il casco che si vede nel video) sulle spalle di un collega serviva lo champagne con le candele luminose nelle bottiglie, un rituale che veniva spesso ripetuto come ha confermato negli interrogatori il proprietario Jacques Moretti. Sotto esame anche le uscite di sicurezza bloccate: una con chiavistello, l'altra con uno sgabello. In entrambi i casi Moretti ha puntato il dito contro clienti e dipendenti.

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