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Alle società degli influencer di Gedi prestiti «illeciti» per 30 milioni
John Elkann (Getty Images)
Inchiesta sui finanziamenti sospetti concessi da Banca Progetto: spunta la spa dei social su cui han puntato gli Elkann. Nel decreto di perquisizione, contestata l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Il 2025 non era finito bene per il gruppo Gedi. I vecchi vertici avevano patteggiato una pena per la truffa milionaria perpetrata ai danni dell’Inps e le redazioni dei giornali controllati erano andate in agitazione dopo l’annuncio della vendita della Repubblica e della Stampa da parte dell’azienda presieduta da John Elkann a un tycoon greco. Ma l’anno nuovo si annuncia non meno agitato, dal momento che nell’inchiesta sui presunti finanziamenti sospetti concessi da Banca Progetto (si parla di un giro di prestiti vicino al miliardo di euro) è finita, tra le altre, anche la Stardust Spa, un’azienda che dall’estate del 2022 ha come socio di maggioranza (inizialmente relativa e adesso assoluta, con il 94 per cento circa) proprio il gruppo Gedi.

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Jaki rinviato a giudizio per l’eredità
John Elkann (Imagoeconomica)
Pronta l’imputazione coatta a carico del capo di Stellantis. Si procede per violazioni fiscali. E ora rischia di saltare il vecchio accordo con la Procura sulla messa in prova.

I legali di John Elkann ostentano sicurezza parlando di un «atto dovuto» dopo che nel dicembre scorso il gip Antonio Borretta aveva ordinato alla Procura di Torino (che aveva chiesto l’archiviazione) l’imputazione coatta e ricordano di aver già presentato ricorso in Cassazione. Ma la notizia che la Procura di Torino ha preparato la richiesta di rinvio a giudizio per Elkann e per il commercialista Gianluca Ferrero, nell’ambito dell’inchiesta che ruota intorno all’eredità di Gianni Agnelli (originata dalle rivendicazioni della figlia Margherita), rischia di creare un cortocircuito che potrebbe far saltare l’accordo raggiunto lo scorso settembre tra la Procura ed Elkann, che anche in virtù del versamento di 183 milioni di euro all’Erario, prevedeva il via libera alla messa in prova del nipote dell’Avvocato. L’11 febbraio, infatti, si terrà l’udienza dedicata alla proposta di messa alla prova per Elkann, sulla quale il tribunale potrebbe trovarsi a decidere dopo che il presidente di Stellantis avrà ricevuto la, a questo punto inevitabile, richiesta di rinvio a giudizio.

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«Rep» costretta a ringraziare: «Il governo si è impegnato...»
La sede di Gedi a Torino (Ansa)
Il Cdr: «Pensiero critico a rischio se ci vendono». Matteo Renzi: «Non sono io il mediatore».

Le reazioni isteriche della sinistra lasciano il campo alle mosse istituzionali: ieri la notizia della probabile vendita da parte degli Elkann all’armatore ed editore greco Theodore Kyriakou di tutte le attività del gruppo Gedi, ovvero i quotidiani La Repubblica (ieri in sciopero) e La Stampa, il sito HuffPost.it e le radio, Deejay e Capital, è stata oggetto di incontri tra governo, editori e rappresentanze dei lavoratori. Lo sciopero di Repubblica è stato accompagnato da un comunicato apocalittico del Cdr, in cui si chiamava alla «difesa delle garanzie democratiche fondamentali per l’intero Paese», dato che «in ballo non c’è un semplice marchio, ma la sopravvivenza stessa di un pensiero critico».

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Agnelli: lascio a mio figlio il 25%. E il giorno dopo Edoardo muore
Edoardo Agnelli con il padre Gianni (Ansa)
Ecco le bozze notarili del 14 novembre 2000 che disponevano le volontà di Gianni di affidare un quarto della cassaforte di famiglia al primogenito. Passano 24 ore e accade la tragedia del viadotto di Fossano.
Ai link qui sotto è possibile scaricare e consultare i documenti integrali.

1 Bozza Atto di Donazione quote Dicembre da Gianni a Edoardo.pdf

2 Bozza Atto di Donazione quote Dicembre da Marella a John.pdf

3 Bozza Modifica patti sociali Dicembre a seguito donazione a Edoardo.pdf

4 Bozza Modifica patti sociali Dicembre a seguito donazione e socio.pdf


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La carta segreta di Gianni Agnelli può cambiare la storia dell’eredità
Gianni Agnelli e il testamento olografo del 1998 (Getty Images)
Spunta un testamento del 1998 in cui l’Avvocato avrebbe dato il 25% della cassaforte «Dicembre» a Edoardo, morto nel 2000. I legali di Margherita: «Tradite le volontà di suo padre». Quelli di John Elkann: «Non incide».
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