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Disagio giovanile, l’antidoto di Lewis: «Indicare l’ordine, il giusto e il bello»
Clive Staples Lewis. Nel riquadro, il libro «L’abolizione dell’uomo»
Adelphi ripubblica «L’abolizione dell’uomo» dell’autore delle «Cronache di Narnia». La migliore risposta a chi vuol fermare la violenza proponendo corsi sessuo-affettivi: «Irrighiamo i deserti con i giusti sentimenti».

«Il compito degli educatori moderni non è di sfrondare le giungle, ma di irrigare i deserti. La giusta difesa contro i falsi sentimenti è di inculcare giusti sentimenti». Possono bastare queste poche frasi di Clive Staples Lewis (1898-1963) per risolvere il contorto dibattito che da giorni si trascina a proposito della violenza e del disagio giovanile. Udiamo grandi e robuste parole come ascolto, integrazione e rispetto. Ci viene detto che se i giovani stranieri si riuniscono in bande e accoltellano è perché non abbiamo saputo accoglierli a dovere. E se fra i giovani italiani dilagano ansia e depressione, ci viene ribadito, è colpa della pressione a cui vengono sottoposti, alle carenze della scuola e alla mancanza di una educazione sessuo-affettiva diffusa.

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L’esistenza complicata (ma felice) di quei contadini italiani in Francia
La scrittrice Inès Cagnati (1937-2007)
Adelphi riscopre la scrittrice Inès Cagnati, figlia di emigranti veneti trasferitisi oltralpe, che racconta il mondo di sofferenza e povertà dei nostri espatriati, ma in cui non viene mai meno la gioia di vivere.
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È morto Milan Kundera, totem dei radical chic che odiava il comunismo
Milan Kundera (Getty Images)
Lo scrittore ceco aveva 94 anni. Feticcio della sinistra, che non l’ha capito, celava le critiche all’Urss nei romanzi d’amore. Fino alla fuga a Parigi, per evitare la censura.
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hollywood babilonia anger
L'attore americano Roscoe "Fatty" Arbuckle (Getty Images)
Adelphi ha appena ristampato il capolavoro di Kenneth Anger, discesa agli inferi delle pulsioni represse negli anni d’oro degli Studios. Uno squarcio sulla tela della «fabbrica dei sogni» a misura di spettatore.
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«Conte non sa decidere, perciò dura»
Massimo Cacciari (Ansa)
Per il filosofo, Massimo Cacciari, Giuseppi «è trasformismo puro, perfetto per la sopravvivenza di una compagine senza qualità. Lo prova il lockdown: non fu colpo di mano, ma incapacità. Il voto? Solo se collassa tutto. È una possibilità».
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