Quei poeti «punk» che criticavano l’Italia post unitaria
Dopo le tante speranze suscitate dal Risorgimento, il nuovo Stato suscitò delusione e irritazione in tutta una generazione di scrittori scapigliati e libertari.
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Dopo le tante speranze suscitate dal Risorgimento, il nuovo Stato suscitò delusione e irritazione in tutta una generazione di scrittori scapigliati e libertari.
Il 12 febbraio 1973 furono rilasciati i primi prigionieri dalle carceri del Nord Vietnam. Per alcuni di loro furono 8 anni di torture. La «banda Alcatraz» degli 11 irriducibili che sfidarono ogni tipo di abuso.
Per la prima volta nella storia d’Europa, si è tenuta al Parlamento Europeo a Strasburgo una mostra dedicata ai martiri delle foibe. L'eurodeputato di FdI Stefano Cavedagna: «Lo dobbiamo ai martiri, agli esuli, ai loro parenti e a tutti gli…
Il monumento nazionale di Basovizza vandalizzato con scritte inneggianti ai massacri anti italiani: è la logica conseguenza delle campagne negazioniste portate avanti da una sinistra che non ha mai fatto i conti con le tragedie del fronte orientale.
Surreale «appello alle istituzioni» in occasione della giornata dedicata alle vittime delle foibe e dell’esodo: per l’ente fuori dal tempo anche in questa occasione bisognerebbe parlare solo dei crimini di Mussolini. Come se ciò giustificasse la violenza anti italiana.
Solo oggi la verità dei partigiani bianchi infoibati dai comunisti è «dicibile». L’episodio segnò l’inizio della narrazione dominante.
Un saggio di qualche tempo fa ricostruisce la vita turbolenta dell’attivista romagnolo che trasmetterà la passione per la politica radicale al figlio.
Negli ultimi anni della Repubblica di Venezia si impegnò in una guerra di tre anni contro i pirati barbareschi di Tunisi nel tentativo estremo di salvare la declinante potenza di Venezia e riformarne un governo ormai cristallizzato. La sua morte…
Nei suoi scritti giornalistici, lo storico reatino metteva in guardia dall’invasione dell’ideologia nel campo scientifico: «I marxisti fanno ricerca per legittimare sé stessi».
Perfino la data della commemorazione è inopportuna: i sovietici entrarono ad Auschwitz quando il campo era ormai vuoto. E l’imposizione di un ricordo non genuino ha alimentato un antisemitismo che già aleggiava in tutta Europa durante la guerra.
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