Sala non finga che la buriana palazzopoli sia passata
Anche se alcuni giornali, dopo la revoca dei domiciliari, cercano di liquidare Palazzopoli, le accuse dei pm rimangono in piedi.
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Anche se alcuni giornali, dopo la revoca dei domiciliari, cercano di liquidare Palazzopoli, le accuse dei pm rimangono in piedi.
In vista delle Regionali continuano le spaccature sia dentro il partito, sia fra Pd e suoi alleati. Decaro si candida ma chiedendo polemicamente indipendenza da Emiliano a Vendola, che ribattono piccati.
Ogni volta che torna in auge la discussione sulle inoculazioni, i paladini della «scienza» tirano fuori l’allarmismo sulla malattia infettiva. I numeri, però, non mostrano affatto uno scenario drammatico: quella sull’obbligo rimane una decisione politica.
In virtù del sostegno della Cgil e di una rete guidata dall’esponente pd Lamberto Bertolé, la fondazione di Nino Cartabellotta è entrata in 190 istituti superiori. Un’operazione da 380.000 euro, reperiti anche tramite una piattaforma Web.
I dem americani e i giornali liberal a stelle e strisce si aggrappano a qualunque personaggio pur di scalciare contro il Presidente. E così Omarosa Manigault Newman, ex concorrente del reality The Apprentice, ci marcia che è una meraviglia. Anche…
Il dibattito nel Partito democratico è sempre più lacerante. E se Carlo Calenda non cessa di lanciare bordate contro il vecchio apparato, corteggiando Forza Italia, Elisabetta Gualmini guarda ormai ai grillini. In mezzo, Maurizio Martina prova a consolidare una leadership…
Prove di regime dei democratici a Torino. Che si sono accaniti contro i manifesti anti aborto. Anche a costo di calpestare la Costituzione e il diritto di opinione.
Dopo gli svarioni di Elisa Anzaldo sui «peccati» di Giorgia Meloni, è la volta di Giorgio Iacoboni che attacca il duo Calenda-Renzi: «Chi li vota non sta bene, corra dal medico». Perché l’ad Carlo Fuortes tace? Il sindacato, invece, interviene…
Stando ai sondaggi, l’acclamato tandem Renzi-Calenda avrà la metà dei voti dei grillini. Il duo non punta a far concorrenza a Fi, bensì a conquistare l’elettorato in fuga dal Pd.
Cresce il pressing interno sul segretario per l’asse con il M5s ed evitare la débâcle. Lui non cede: meglio andarsene che l’alleanza. Ma la strategia kamikaze fa infuriare i dem: l’ipotesi siluramento circola già.
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