Il vero pericolo per l’Italia è che vinca l’accozzaglia Letta-Calenda-Fratoianni
Il segretario dem cerca di incollare il peggio di sinistra e trasformisti. Però per fortuna c’è lo sfollavoti dei Parioli...
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Il segretario dem cerca di incollare il peggio di sinistra e trasformisti. Però per fortuna c’è lo sfollavoti dei Parioli...
I leader di Verdi e Sinistra italiana hanno fatto saltare l’incontro previsto con i dem. E l’accordo Pd-Azione li spinge verso il M5s.
Alla settima edizione di «Svicolando, suoni sapori e suggestioni a Priverno città d’arte», manifestazione svoltasi tra il 29 e il 31 luglio e finanziata parzialmente dall'ente presieduto da Nicola Zingaretti, gli organizzatori hanno deciso di far salire sul palco uno…
Restano a casa Fico, Crimi, Toninelli, Bonafede, D’Incà e la Taverna. Così l’Elevato fa fuori anche il cerchio magico del leader. Per Giuseppi si annuncia un periodo da navigator per trovare impiego a precari di lusso
Carlo De Benedetti rinnega sé stesso sulla guerra in Ucraina, chiede un nuovo comitato di liberazione nazionale da Giorgia Meloni ed evoca agitazioni nel Dipartimento di Stato americano. Peccato che persino il New York Times lo smentisca: «Si chiama democrazia».
La surreale arringa del segretario: «Ci ispireremo a Van Gogh» (il pittore depresso che si mozzò un orecchio). Giuseppe Conte attacca il capo dem: «Non siamo irresponsabili, daremo fastidio». Spinte giallorosse dalla Lombardia.
Federica Mogherini ha strizzato l’occhio all’Iran e ai castristi, Lia Quartapelle a Pechino. Gli alleati a 5 stelle hanno voluto la Via della Seta. Ma il Pd accusa gli avversari di mettere in pericolo l’asse tra Italia e Usa.
Azione annuncia il patto con Emma Bonino, attira Mariastella Gelmini e sfotte Luigi Di Maio. Direzione dem in salita. Clemente Mastella: «O con me o perdete».
Abbandonato il campo largo, Enrico Letta cerca di racimolare voti mettendo in lista gli amministratori locali: pronti ad accettare Nicola Zingaretti, Dario Nardella e Giorgio Gori. Ma tanti nicchiano: per candidarsi al Parlamento devono lasciare preventivamente la poltrona.
Enrico Letta e Giuseppe Conte ripudiano la loro unione e scatenano i peones. Beatrice Lorenzin: «È colpa del M5s». Danilo Toninelli: «Il Pd getta la maschera». Ma le primarie nell’isola dicono l’opposto. Nicola Zingaretti intanto si candida da governatore.
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