Trump alla fine è un ambientalista
Il presidente degli Stati Uniti ha siglato il Great American Outdoors Act: una legge approvata dal Congresso a maggioranza bipartisan, volta alla tutela dell'ambiente e dei parchi naturali.
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Il presidente degli Stati Uniti ha siglato il Great American Outdoors Act: una legge approvata dal Congresso a maggioranza bipartisan, volta alla tutela dell'ambiente e dei parchi naturali.
Diverse rilevazioni, tra le quali quella della prestigiosa Rasmussen, segnalano come la forbice tra il dem e Donald Trump si sia assottigliata a 3-4 punti. E il presidente annuncia: «Accordo con Iran e Corea se vinco».
Nessuna traccia della discussione in cdm sul sì del comitato del golden power: il dossier potrebbe non essere neanche arrivato sul tavolo o essere stato secretato.
Il presidente alimenta la pista del «nemico» e chiede, con Hezbollah, un'inchiesta «libanese» sulle cause della catastrofe della capitale. Ma la popolazione è alla fame e accusa i leader del Paese: «Impiccateli».
La Cina spera in una vittoria di Joe Biden a novembre. A renderlo noto è stato venerdì il direttore del National Counterintelligence and Security Center, William Evanina, secondo cui Pechino non auspicherebbe una riconferma di Trump, in quanto considerato “imprevedibile”.
Il presidente della Wabt, Giuseppe Tritto: «L'origine naturale è molto improbabile: manca l'ospite intermedio tra pipistrello e pangolino. I cinesi però hanno imparato la ricombinazione. Che spiegherebbe molto di questo genoma»
È stallo nelle trattative tra repubblicani e democratici. Da giorni, le due parti stanno cercando di arrivare a un accordo per l'approvazione di un nuovo pacchetto di aiuti economici, finalizzato a contrastare gli effetti della pandemia. Si tratterebbe del quinto,…
Pubblichiamo la lettera dell'onorevole Azer Karimli, membro del Parlamento della Repubblica dell'Azerbaigian, in merito agli scontri avvenuti lo scorso 12 luglio.
Senza lockdown, virologi superstar e multe, il Paese ha la metà del nostro tasso di decessi e ha perso l'8,6% di Pil: noi il 13,8.
A differenza di Londra, nella delicatissima partita globale sulle reti Roma sfida Washington. Nel Cdm previsto per oggi porta l'ok del golden power per aprire le porte al colosso cinese in nove regioni, con prescrizioni generiche. Contro la volontà Usa.
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