Più forte di Covid, parenti serpenti ed eredi inadeguati: per Lilibet sono 96
La sovrana che considerava «plebea» la simpatia è sempre più amata. Complice una famiglia di gaffeur impreparati a succederle.
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La sovrana che considerava «plebea» la simpatia è sempre più amata. Complice una famiglia di gaffeur impreparati a succederle.
Dopo due settimane si ricomincia a parlare dei soliti punti: Crimea russa, Donbass indipendente, niente Nato. Il Pentagono chiama Pechino e riceve una risposta di fuoco su Taiwan. Ma almeno la linea è di nuovo attiva.
Verso il sesto giro di sanzioni: gas e petrolio. Berlino spaccata dalle pressioni Usa sull’invio di armi.Olaf Scholz è criticato da Usa e avversari interni perché accusato di scarso entusiasmo nel sostegno a Kiev e di non aver fornito armi…
Il Congresso preme sulla Casa Bianca per affidare a un coordinatore il dossier bombe. Una stretta su invio e distribuzione in loco che puzza di «commissariamento» per Kiev.
La pressione sulla città è insostenibile. I resistenti dell’acciaieria: «Portateci in salvo in un Paese terzo». Nella parte occupata si pianifica la sfilata «per la vittoria».
La Cina annuncia che «rafforzerà la cooperazione strategica con Mosca». L’Indonesia dice no agli Usa sul G20. Pakistan e India si avvicinano a Pechino. Si sta creando un nuovo ordine mondiale. In chiave antiamericana.
Lo scontro tra fazioni congela la metà della produzione del Paese, sul quale Roma conta anche per il metano. Intanto Parigi insiste con l’embargo sul petrolio, che però danneggerà solo noi: i russi lo venderanno a Delhi.
Il conflitto ucraino riaccende micce nel Karabakh (dove Volodymyr Zelensky e lo zar sostenevano schieramenti opposti) e tra Hamas e Israele. Rialzano la testa persino la Corea e l’Isis.
Si stringe l’assedio attorno all’acciaieria Azovstal, in cui sono asserragliate le ultime forze ucraine della città. Prosegue anche l’offensiva su vasta scala sul Donbass, che ormai è l’obbiettivo dichiarato dell’intera guerra.
La propaganda sta sfuggendo di mano: nel goffo tentativo di negare la matrice ideologica del Battaglione Azov, il quotidiano ne intervista uno dei capi, che tesse un lirico elogio della svastica: «È un simbolo indiano, nulla a che vedere con…
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