Berlino paga il proprio integralismo
I tedeschi hanno imposto un Pnrr ideologico, credendo di guadagnarci. Il risultato è stato un autogol clamoroso che viene incredibilmente omesso dal racconto dei media.
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I tedeschi hanno imposto un Pnrr ideologico, credendo di guadagnarci. Il risultato è stato un autogol clamoroso che viene incredibilmente omesso dal racconto dei media.
Anche ieri, 330 trattori hanno sfilato sotto la porta di Brandeburgo. Il leader della rivolta, Joachim Rukwied, spinge per i negoziati, ma chiede dei risultati che il governo non pare intenzionato a fornire. E l’inflazione sale.
L’ex presidente conquista più di metà dei consensi alle primarie in Iowa. Il governatore della Florida Ron DeSantis, secondo, è a 30 punti, male Nikki Haley solo terza. Joe Biden già lo riconosce come competitor, e lui modera i toni…
L’America profonda fatta di classe media e operai incorona ancora una volta il tycoon. I progressisti sono già pronti ad accusare gli elettori di razzismo senza rendersi conto che vogliono solo un Paese normale.
Al Wef il presidente ucraino ha incassato il sostegno degli Usa ma solo a parole. Viktor Orbán: «I 50 miliardi a Kiev? Una violazione».
Gli agricoltori paralizzano Berlino nel giorno in cui il Pil crolla al limite della recessione (un guaio anche per noi) e Afd, la destra all’opposizione, diventa il primo partito nei sondaggi. Il risultato delle sconsiderate scelte Ue su Ucraina, ambiente…
Il partito nazionalista segna il record e contende il primo posto alla Cdu. Uno scenario che mostra la spaccatura del Paese e con cui dovranno fare i conti i gruppi europei.
L’esperta avvisa dei pericoli di Trattato pandemico e nuovo Regolamento sanitario. «Proveranno a creare un ministero della verità globale. Meloni legga le carte e agisca».
Colpita una nave Usa. Nell’arsenale dei ribelli, oltre a quelle iraniane, anche armi di Pechino. Per la quale la crisi nel Mar Rosso è un affare: fa salire i prezzi, spinge alla fine del conflitto in Ucraina e favorisce la…
Le ricette economiche del capo della Commissione e dell’ex premier italiano rischiano di comprimere ancor di più gli spazi democratici dei Paesi membri. E anche la tanto decantata «road map» non riuscirà a ridurre il divario con Cina e America.
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