Continuano a emergere nuovi dettagli sull’efferata strage avvenuta domenica a Sydney durante la celebrazione ebraica di Hanukkah a Bondi Beach. Le autorità australiane hanno confermato che il bilancio dell’attacco resta di almeno 16 morti e oltre 40 feriti, alcuni dei…
Erika divulga il libro postumo del marito, un invito a rifiutare l’astio come credo politico. La soluzione è tutta lì, nel titolo del libro postumo di Charlie Kirk che la sua giovane vedova Erika sta promuovendo in vari talk show televisivi americani. Stop in the name of God (Fermatevi nel nome di Dio) è un manifesto contro la violenza politica e ideologica e allo stesso tempo un invito a un cambiamento interiore. E le due cose sono profondamente collegate: per fermare l’odio non servono leggi che limitino la libertà di espressione, non servono comitati, commissioni e censure come quelle che anche in Italia vanno per la maggiore. Serve piuttosto una visione nuova e diversa, un moto di coraggio e di apertura all’altro, esattamente ciò che Charlie praticava quotidianamente. E il migliore esempio di questo modo di vivere nel mondo è proprio Erika, la donna che ha saputo addirittura perdonare l’assassino di suo marito in mondovisione.
L’ad di Mbda Italia Lorenzo Mariani: «Investire nella difesa porta sicurezza ma anche benessere, i nostri fornitori sono all’80% pmi tricolori. In cinque anni abbiamo raddoppiato i dipendenti».
I militari hanno un’età media sopra i 40 anni però in prima linea ci sono pure sessantenni, perché un quarto delle persone mobilitate per il fronte non si è presentato. D’altronde, se gli aiuti finiscono in water d’oro...
Il leghista Alberto Bagnai: «Pericoloso violare il principio di unanimità, leader inadeguati operano ormai fuori dai Trattati. A Trump serve un’Europa prospera, per questo attacca la Ue».
Il leader insiste: «Non mi ritiro dai territori, prima la tregua». A Berlino l’incontro con Merz e i negoziatori Usa, Kushner e Witkoff. Oggi saranno raggiunti da altri leader.
Il Cile vira a destra. Il candidato presidenziale conservatore, José Antonio Kast, ha battuto al ballottaggio l’avversaria di sinistra, Jeannette Jara, ottenendo il 58% dei voti contro il 41% conseguito dalla rivale.
Dopo una lunga carriera nelle banche d’affari, l’attuale ministro dell’Economia ha il compito di rilanciare il Paese. La ricetta: disciplina di bilancio e moneta forte. Contando sull’aiuto finanziario degli Stati Uniti.
Lo scorso ottobre il presidente ha ottenuto i voti delle periferie più povere. Ora vuole trasformare l’Argentina in una potenza mineraria. Però i consumi interni languono.