Sotto scorta gli assessori di Bologna «colpevoli» di aver tagliato gli alberi
Minacce dei fanatici verdi. Scritte contro il titolare dei Lavori pubblici: «Muori male».
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Minacce dei fanatici verdi. Scritte contro il titolare dei Lavori pubblici: «Muori male».
Il ministro dell'Economia, con il sostegno di Sergio Mattarella e dei grand commis, si mette di traverso alle riforme più attese dal popolo. I suoi referenti non sono Lega e M5s, ma i tecnocrati che non accettano il verdetto delle…
Il caso dell’ex direttore di «Studio aperto» alza il velo sull’abuso della carcerazione preventiva nel nostro Paese. Con toghe che si appigliano a ipotesi fantasiose.
Quando il Paese ha provato a pensare e ad agire in grande è stato umiliato. Ma ha sempre avuto la forza di risorgere.
Il piano dirigista e illiberale di Frans Timmermans e Ursula von der Leyen ha creato disastri, facendo impennare i costi dell’energia. Ora la priorità è smontare gli obblighi imposti alle imprese, alle auto e alle nostre abitazioni.
Ribaltata in Appello la sentenza sull'associazione messa in piedi da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati nella capitale. La metastasi cresciuta a Roma sia con la destra che con la sinistra non era una «puzzonata» da cialtroni. Ma un sistema di…
«Il Pd si oppone con forza all’autonomia differenziata che indebolisce la coesione sociale, impoverisce le aree interne e il Sud nel campo della sanità, della scuola, dell’occupazione e delle politiche energetiche. In una parola: spacca l’Italia».
Un lettore, dopo aver addolcito la pillola dicendomi che mi stima moltissimo, l’altro ieri mi ha rifilato una stilettata invitandomi a non pubblicare «cose prive di verità». Si riferiva al mio editoriale di sabato scorso, in cui davo conto dei…
Giancarlo Giorgetti all’evento del nostro quotidiano incolpa la moneta unica per il calo degli stipendi, crollati all’inizio del millennio. Adolfo Urso: «L’Unione dovrà tutelare la produzione interna dalla concorrenza sleale. All’Italia serve un secondo produttore di auto».
Fino a qualche tempo fa, chi auspicava il dialogo veniva trattato da vile putiniano. La realtà è che ancora due anni fa un compromesso era possibile. Oggi, invece, le sorti del confronto sono tutte nelle mani dello zar.
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